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Il Primo Miracolo: guarigione di Domenica Carusoni
Testi a cura di Adelmo Polla  maggiori info autore
Viveva in quel tempo a Cerchio una certa Domenica Carusoni, divenuta storpia in età giovanile. La malformazione le procurava dolori indicibili; a stento riusciva a muoversi, e solo con l'aiuto di apposite stampelle. Devotissima alla
Madonna, un giorno venne condotta dai parenti davanti alla Santa
Immagine. Ad un tratto, tra lo stupore dei fedeli presenti in chiesa, venne
spinta da una forza interiore a sorreggersi sulle proprie gambe. Non ebbe
alcuna difficoltà a dirigersi da sola verso l'altare. " Grazia, Madonna, grazia I"
e il grido di gioia, le lacrime, le invocazioni degli astanti riempirono la chiesa
tutta in delirio. 
 
La Carusoni, completamente guarita, se ne tornò verso casa ebbe alcuna difficoltà a dirigersi da sola verso l'altare. " Grazia, Madonna, grazia !" e il grido di gioia, le lacrime, le invocazioni degli astanti riempirono la chiesa tutta in delirio. La Carusoni, completamente guarita, se ne tornò verso casa dopo aver lasciato le stampelle sui gradini dell'altare. Come descrivere la gioia, il pianto commosso di quella brava gente alla quale era stata concessa una simile prova! Il caso volle che la miracolata, prima di giungere nella propria abitazione senza l'aiuto di stampelle, incontrasse l'Arciprete che, non credendo ai propri occhi, volle officiare nello stesso giorno una messa solenne di ringraziamento alla quale partecipò commossa l'intera cittadinanza. Questa volta, il nuovo vescovo, messo al corrente del prodigio che aveva fatto scalpore dovunque, concesse le prescritte autorizzazioni di avviamento al culto. Venne costituito un comitato di cittadini che si impegnò nella ricostruzione della chiesa. 
 
Tutti concorsero generosamente, donando secondo le proprie disponibilità. Venne costruita una sontuosa urna entro la quale fu posto il Sacro busto della Madonna alla quale vennero offerti in gran numero donativi d'oro e d'argento. Le feste furono grandiose e solenni, vennero inviate alcune fra le più rinomate bande musicali abruzzesi e, novità eccezionale per quei tempi, vi concorse una celebre orchestra musicale venuta direttamente da Roma. Il comitato cittadino stabilì che per l'avvenire la festa venisse celebrata ogni anno, la quarta domenica di settembre. 
 
Il motivo di questa celebrazione ad autunno inoltrato aveva le sue buone ragioni: alla fine di settembre i lavori nei campi sono pressoché terminati, un ragionevole motivo, quindi, perché quei buoni Cerchiesi avessero a disposizione più tempo per potersi dedicare degnamente alla festosa e solenne ricorrenza. Nel santuario, ormai restaurato sotto il titolo di Madonna delle Grazie, accorse gente da ogni parte d'Abruzzo e finanche dal Lazio, richiamatavi dai miracoli strepitosi che in numero crescente cominciarono a verificarsi in quel periodo.

 
  
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