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Il mendicante sconosciuto, venuto chissą da dove.
Testi a cura di Adelmo Polla  maggiori info autore
In una fredda giornata del 1803, per la precisione il 2 febbraio, non si sa come, la vecchia statua ricomparve miracolosamente: a mezzo busto e con le braccia protese in avanti nell'atto di elargire grazie, come la si vede tutt 'oggi! 
 
Quella inattesa riapparizione venne accompagnata da alcuni fatti strani. Intanto quel mendicante misterioso, che nessuno aveva mai visto, venuto chissà da dove, che venne a morire nell'atrio del convento il 1° febbraio dello stesso anno! Si ha notizia che lo sconosciuto sia morto per assideramento.
dati meteorologici del febbraio 1803 riportano freddo intensissimo con
temperature molto al di sotto dello zero. 
 
Le fonti ufficiali ci dicono che, benché il Comune avesse fatto opportune ricerche, del povero mendicante non si seppe mai nulla, né la provenienza e tantomeno lo scopo della sua apparizione in paese. Poi il fatto più straordinario ! Quegli stessi addetti comunali, ai quali era toccato l'ingrato compito di vegliare il cadavere del mendicante sconosciuto, la mattina del 2 febbraio, approfittando di una schiarita, vollero godersi il tepore dei pallidi raggi solari e dopo aver spalato la neve che ne ostruiva l'ingresso, si addossarono alla porta della vecchia chiesa abbandonata: posizione ideale (e lo è ancora oggi) per potersi riparare dalle folate di vento e dalle correnti di aria fredda. Ma quella porta, chiusa da tempo immemorabile, ad un tratto si apri come spinta da una forza misteriosa. 
 
Mossi da ovvia curiosità, quei cerchiesi avanzarono all'interno e rimasero di stucco quando videro sull'altare maggiore un'altra statua della Madonna! Ma sì, era proprio quello, l'antico simulacro dimenticato da tutti in un polveroso ripostiglio della sacrestia! Quello a mezzo busti per intenderci. La
notizia si propagò immediatamente nel paese: " è un prodigio! Un vero prodigio!" commentò la gente accorsa in massa verso la chiesa. Qualcuno cominciò a suonare le campane e i rintocchi festosi richiamarono l'attenzione del parroco in carica, don Angelo D'Amore, che accorse in un baleno, preoccupato da tanto fervore di popolo. Don Angelo cercò di spegnere gli entusiasmi e per nulla convinto, malgrado le insistenze dei popolani,
non " vide alcun miracolo" e, non fosse stato per la loro caparbietà, avrebbe provveduto a riporre immediatamente la statua nell'angolo buio della sacrestia. 
 
Non bastò nemmeno la sincera e tenace testimonianza di quel buon contadino che teneva in custodia la chiave della chiesa, quantunque lo stesso giurasse e spergiurasse sulla sua buona fede di aver tenuto chiusa quella porta da diversi anni. Ma la popolazione non si arrese : la statua era "ricomparsa da sé". Non poteva essere lo scherzo di un burlone. Per tutti si trattò di un
autentico miracolo. E non fosse altro che per la disposizione delle braccia, protese nell'atto di donare, il popolo a gran voce l'acclamò come Madonna delle Grazie. A quel punto il caso varcò i confini del contado; fu guerra aperta tra l'incredulo arciprete D'Amore da una parte e i Cerchiesi dall'altra, fermamente decisi, questa volta, a far valere i propri " diritti di fede ".
 
Un comitato di civici si recò personalmente in quel di Pescina presso il Vescovo dei Marsi. Mons. Bolognese, allo scopo di ottenere il placet delle Autorità religiose; insomma le necessarie autorizzazioni per la consacrazione ufficiale del culto verso la Madonna, anzi verso la "nuova Madonna" da tutti appellata Madonna delle Grazie.
 
 
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