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La grande nevicata di aprile.
Testi a cura di Adelmo Polla  maggiori info autore
Tra la fine di marzo e i principi di aprile, benché fosse insolito a quei tempi un tale evento, la temperatura si irrigidì e per la durata di almeno venti giorni la neve riapparve in quantità straordinaria. 
 
I tetti delle case vennero abbondantemente ricoperti e molti videro in
quell'insolito capriccio della natura un qualche segno divino e premonitore: la Madonna, pensarono i più, è contraria ad ogni tentativo di sedizione popolare ... e finalmente si acquietarono. Inoltre lo scultore romano aveva completato il suo lavoro: una statua più bella, più elegante e odorosa di vernice fresca, venne posta nella nicchia dell'altare maggiore.
 
La cittadinanza tutta, ormai rassegnata all'evento, partecipò alla solenne
cerimonia dell'insediamento nella chiesa addobbata sfarzosamente per l'occasione. La vecchia statua della Madonna, frattanto, prepotentemente sloggiata, venne accantonata in un angolo buio della sacrestia. Ormai non serviva più a nulla! 
 
Passarono alcuni anni e venne il 1775, anno in cui, dopo la soppressione dell'Ordine degli Agostiniani Scalzi, i buoni frati dovettero partirsene da Cerchio e il convento venne abbandonato. La chiesa, pur essa fatiscente e con il tetto sconnesso, dopo essere stata dichiarata pericolante ed
inagibile, venne interdetta al culto. Ovviamente anche la devozione verso la Madonna si venne man mano affievolendo.

  
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