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Chiesa di San Bartolomeo

Nell'approssimarsi del Terzo millennio e del Grande Giubileo del 2000 mi è sembrato doveroso tracciare, a grandi linee, la storia della chiesa di San Bartolomeo: l'unico tempio marsicano a poter vantare un documento sincrono del primo Giubileo istituito da papa Bonifacio VIII nel 1300. Sarebbe interessante sapere quante chiese posseggano documenti riguardanti tale eccezionale evento e, magari, come lo è stato per la mostra degli Exultet
organizzata nel monastero di Montecassino nel 1994 , fare una mostra di tutte le bolle papali emanate in occasione del primo Giubileo della storia. 
  

   

Cerhio..Chiesa di San Bartolomeo
 

 
  

  
  

 
 

 
 

 

 

Bonìfacio VIII il 22 Febbraio 1300,festa della cattedra di San Pietro, proclamò al mondo cattolico l'Anno Santo con la nota bolla Il Antiquorum habet fide relatio ". E dalla citata data, tutte le chiese principali e non ambirono ad avere una propria bolla che spiritualmente in modo solenne, gratificasse il luogo di appartenenza della chiesa ). L'Ecelesia Sancti-Bartolomei de Circulo non è annotata né nella famosa Bulla emanata da Papa Pasquale II nel 1115 nè in quella altrettanto famosa emanata da papa Clemente III nel 1188. 
  
Questi due importanti documenti furono promulgati per ristabilire i confini della diocesi dei Marsi, caduta in piena anarchia e per obbligare i superbi sacerdoti marsicani alla totale ubbidienza verso il loro pastore : per questo motivo vennero elencate tutte(?) le chiese della nostra diocesi soggette alla giurisdizione del vescovo dei Marsi.Nel primo documento, era allora presule il futuro San Berardo vengono annotate del territorio di Cerchio, 6 chiese  
( ... )S. Martini in filemino, S. Pietri in ceravano ... S. Laurenti in pretorio,
S. Feliciano in villamagna,S.Mariae in Avanoso, S, Viti in Ozano )". Nel secondo sono trascritte solo 4 chiese del nostro territorio : "( ... ) Sancti Petri in Cornavino,Sancti Martini in flimini ... Sancti Thomae,Sancti Angeli in Pomperano( ....)
 
La prima volta che viene citata la nostra chiesa è in occasione dell'istituzione del primo anno santo quando, a seguito dei buoni servigi dell'allora classe dirìgente i notabili di cerchio ottennero da 16 vescovi riuniti in Roma
per la chiesa di San Bartolomeo,uno dei dodici seguaci di Gesù Cristo, la " Bulla indulgentiarum" che dopo secoli ritorna,oggi,nella sua antica sede: .. A tutti i fedeli che leggeranno la presente lettera. . Desiderando dunque che la chiesa del Beato Bartolomeo di Cerchio nella diocesi dei marsi sia frequentata con il dovuto onore ... 
 
A tutti coloro che si pentiranno e confesseranno e visiteranno con tutta devozione questa chiesa nelle singole festività qui indicate:  Natale,Circoncisione,Epifania,Pasqua ... tutte le domeniche...nei singoli giorni della Quaresima...e in ciascun sabato nella chiesa predetta veglieranno con riverenza o parteciperanno devotamente nella medesima chiesa quando si canterà solennemente il Salve Regina, e coloro che pregheranno con animo pio in suffragio delle anime dei fedeli che riposano in Cristo ... Concediamo quaranta giorni di indulgenze, con il consenso e l'adesione del vescovo diocesano era vescovo dei Marsi fra Giacomo de Busce : 1295-1326 ).
  
A testimonianza del fatto, abbiamo apposto a questo privilegio il nostro sigillo.Dato in Roma nell'anno del Signore 1300,anno sesto dei pontificato di Papa Bonifacio VIII. Chiaramente si evince dunque che la costruzione del citato tempio o è avvenuta in un lasso di tempo che grosso modo va dalla fine del XII secolo alla seconda metà del XIII o, addirittura, dipendeva da altri Enti Ecclesiastici e quindi non fu annotata nelle due citate bolle papali del XII secolo. Non è possibile pensare che d'incanto,nel 1300, fosse sorto tale tempio ed, ipso facto, abbia ottenuto il privilegio su menzionato : già doveva essere noto e frequentato almeno nel secolo precedente. 
   
Non abbiamo altri elementi attraverso i quali poter descrivere più compiutamente, purtroppo, i passi più salienti. Altre succinte notizie sempre del XIV secolo le ricaviamo dai Sussidi caritativi Il della diocesi dei Marsi e da Pietro Sella nel suo importantissimo lavoro: Cf. Rationes Deciamrum Italiae/ Aprutium-Molisium/ Le decime nei secoli XIII-XIV l'edito nel 1936 in Città del Vaticano: In plebe Sanctae Cristine ... Ab Ecclesia Sancti Bartolomei de Circulo cuppas quatuor Nel già citato arhivio della Diocesi dei Marsi abbiamo altre brevi notizie che riguardano l'esistenza della nostra chiesa: Marino Tomassetti Vicario Marsicano 1575 siccome nostro è di provvedere alla salvezza delle anime di tutti i residenti e soggiornanti della terra della Diocesi dei Marsi in qualità di Vicario Generale del Reverendissimo Vescovo dei Marsi di cui facciamo le veci nelle questioni spirituali che in quelle temporali; ci è parso bene richiamare molto opportunatamente l'attenzione su ciò che è conveniente e necessario per una incombenza come quella relativa alla salvezza delle anime: e siccome secondo le canoniche istituzioni del culto i Parroci debbono conoscere i propri parrocchiani, e amministrare loro la Santa Comunione ( chiesa ) dare consigli per la loro salvezza, e altresì indirizzarli alla vita eterna e beata con la parola e l'esempio; perciò abbiamo pensato che sia anche nell'interesse della Chiesa avvertire per iscritto i sacerdoti curati nella terra di Cerchio della nostra Diocesi dei Marsicana.
   
Con la presente ingiungiamo agli stessi di conoscere con particolare cura i propri parrocchiani dimoranti nella detta terra di Cerchio e di mettere in opera quanto si richiede da parroci diligenti nella Chiesa parrocchiale e curata di S. Bartolomeo presso le mura di detta terra celebrandovi le sacre funzioni, e amministrandovi la santa Comunione, ascoltandovi le confessioni dei peccatori, concedendo le assoluzioni, battezzando e svolgendo le altre mansioni spettanti aì parroci curati, e (ingiungiamo ) per iscritto ai parrocchiani di detta chiesa curata di S. Bartolomeo, e delle altre chiese elencate, di conoscere d'ora in poi il proprio parroco elencato e il proprio sacerdote, dì visitare la detta chiesa, di ascoltarvi nei giorni prescritti la parola divina, di ricevervi la santa Comunione, di adempiere a tutti gli altri doveri dei buoni Cristiani parrocchiani, sotto la pena dì rendervi conto che, se non eseguono le cose sopra elencate e le altre loro spettanti non hanno ottemperato ai precetti della Chiesa, e pertanto ne paghino il fio con le pene che è giusto subiscano i cattivi e scellerati Cristiani. 
    
In esecuzione di ciò abbiamo dato disposizioni che la presente venga comunicata agli stessi sacerdoti e ai parrocchiani secolari, mediante affissione della presente ai battenti della porta della chiesa di S. Bartolomeo, fatta una copia della presente che, in fede del vero, abbiamo scritto di nostra propria mano, e abbiamo sigillato col nostro sigillo a Pescina. Lo stesso Marino Tomassetti di sopra,Vicario Generale "( l'originale è scritto in latìno : è stato tradotto dal prof. Di Pietro ). Nel retro vi è scritto con altra grafia : Il Li parrocchiani di santo bartolomeo per lo Casale di Círchio in prìmis:  tutti di casa di Berardocco, tutti di casa di Petro ìusto, tutti di casa di fosco Marco di mastro Iacomo, tutti di casa di Iatosto.
  
Anni prima il 18 Aprile 1542, venne notificata alla chiesa matrice di Cerchio Santa Maria dell'Annunziata, volgarmente detta dentro le mura ",una pergamena miniata attualmente collocata nel Museo Civico di Cerchio, dell'istituzione dell'Arciconfraternita del Santissimo sacramento dove, tra i vari santi effigiati vi è rappresentata anche l'immagine di San Bartolomeo recante nella mano destra il coltello,il simbolo del martirio, e nella mano sinistra, un libro. Questa raffigurazione, come impostazione, è simile alla statua policroma in terracotta posta a sinistra dell'altare maggiore nella chiesa a lui intitolata in Cerchio: unica variante è che la mano che stringe il coltello, la destra, è posta in alto verticalmente e di conseguenza-la punta è posta in alto mentre nell'immagine miniata sia la mano che, il coltello sono posti orizzontalmente. Queste sono le uniche due immagini più antiche rinvenute a Cerchio dell'apostolo e protomartire Bartolomeo. 
   
Nel registro di Esito ed Introito della fraterna di Santa Maria della Grazia di Corbarola Il ora collocato nell'Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano, apprendiamo:
" ( ... ) Adi 25 d'Agosto 1622 In primis speso per tante tavole di noce, et pioppo per fare il tolare et scabello all'altare di S. Bartolomeo carlini vinti quattro et mezzo et accomodatura della pila dell'acqua benedetta et rifare il muro e l'altare in tutto carlini sessantacinque et mezzo 6-55 ( ... ) et per doi centenara et mezzo di chiodi carlini cinque et più speso carlini cìnque per tante reticelle per accomodare una tovaglia all'altare 0-50 et più comprata una lampada grana quindici 0-15 ( ... ) et più speso carlini tredici in tanta cera bianca 1-30 speso per una scopetta per dare il bianco 0-16 speso per spaco 0-07 speso per pinci comprati 0-20 speso per incenso 0-20 Dato a mastro Berardino sacristano coppe sei di grano per doi anni 1625 speso per accomodare l'altare a S. Bartolomeo portò le robbe Don Scipìone carlini nove et mezzo 0-95 Speso per tavole et accomodatura a S. Bartolomeo carlini undici 1-10 Speso per fattura d'un paro di candelieri carlini cinque et mezzo 0-55 ( . . . )
 
Dato a Don Rosato Campomizzo coppe sette di grano per servitù fatta alla chiesa Dato a Mastro Berardino Sacristano di detta chiesa coppe tre dì grano 1626-1628 In primis comprato comprato un centinaro di pinci grana quaranta cinque 0-45 per chiodi grossi et piccoli comprati per il pulpito 1-00 per tavole et massaletti per il detto pulpito 1-50 Dato a Tomeo d'Amore per sue giornate di detto pulpito 2 ( ... ) Dato a D. Rosato coppe cinque di giorno per  l'offitiare della chiesa et a mastro Berardino coppe sei per la servitù di detta chiesa 1628 In primis speso per incenso e storaie grana quindici 0-15 Speso per quatro libre di torcie, e torcetti comprate carlini sedici grana doi 1-12 ( ... ) Speso grana vintidoi fogli di carta colorata per accomodarla nel altare 0-22 Speso per colla per fare detta opera nel altare 0-05 speso per oro battuto 0-05 1630-1632 dato coppe due di grano a Pietro concia per haver operta et serrata la chiesa cop. 2 dato a sabatìno d'Ortucchio per detta causa di havere operta et serrata la chiesa coppe due di grano cop. 2 1636 speso per il mommoriale per benedire l'altare a Santo Bartolomeo al Mastro Datto di Monsignor Ill.mo Carlini doi 0-20 ( ... ) speso per tanta cera bianca a sulmona carlini nove et grana sette portò Don Iacovo 0-97 ( ... ) Item speso per spesa fatta per magnare al Pittore, con tavole et massaletti in tutto carlini otto 0-80 Item dato al Pittore per dipingere l'altare fora carlini ventidoi 22-0 Dato a mastro francesco Roscio una coppa di grano per coscitura(...) dì veste di confrati 1637-1638 Item comprato vinti quatre bracca di panno per fare la veste per la compagnia 2-64 ( ... ) Item per oro battuto et verderamo per fare accomodare vernisione 0-20 1638-1639 item per la portatura della Pietra sacrata venuta da Roma et compratura 1 33 1/2 ( ) Item per una giornata di rivoltare il tetto o 15 1639-1640 In primis per una corona, un diadema, un paro di Cenìj di legnami indorati et per li lenternini di essi 1-20 ( ) per tanta calce carlini sette e grana cinque 0-75 per torcie, fagole, et incenzo 0-96 ( ... ) comprato li singoli de confratì et lavato le vesti speso 0 20 1/2 Adi 15 di Agosto 1649 Dato a Marcantonio Rosso per la pittura fatta sopra la porta carlini tridici 1-30 ( ... ) Dato a Notar Silvio de Andrea del colle Armele per uno strumento de una casa banduta a lumo di candela remasta alla compa gnia carlinì cinque 0-50 speso per una funecella per la campana 07-50 ( ... ) Pagato a Marcantonio Rosso pittore per final pagamento della pittura fatta sopra la porta della chiesa altri carlini dui 0-2-0 per tanti Colori, e trementina mandata da Sulmona quale servì quanno fu fatta la cappella sotto la procura di Gia Maria Colantonio e Pietro marchitto carlini sei 0-6 Adi 8 de ottobre 1649 et più dato al pittore grana vìntidui 20-20 per spesa fatta a portare 4-1 gisso carlini doi 0-20 per spesa fatta a servire il Mastro che fece la cappella carlini quattordici 1 4 0 ( ) comprato carlini sei di calce 0 6 Per vendita d'un'archivio vecchio grana quindici.

Da queste brevi note apprendiamo la vita spicciola che agli inizi del 1600 si svolgeva intorno alla chiesa . note interessanti le quali ci fanno conoscere sia l'attaccamento dei parrocchiani verso questo tempio sia i vari rifacimenti che tale edificio ha avuto bisogno. Non sappiamo se tale degrado sia dovuto a sconvolgimenti tellurici o ad altre cause. Ad un attento esame della chiesa nulla si conserva dei secoli antichi , tranne forse i tre fregi lapidei posti sulla facciata del portale sopra ed ai lati della lunetta ( un quarto dovrebbe essere quello posto sul pilastro sinistro del cancello di villa Civirani ,sita in via Carlo Alberto proprio di fronte, a circa 200 metri, dalla chiesa San Bartolomeo ) si deve supporre quindi che proprio nei secoli XVI-XVII sicuramente per volontà popolare, si è iniziato la restaurazione infatti, il portale e le tre statue in terracotta policroma rappresentanti, San Bartolomeo,la Madonna col Bambino in braccio benedicente e Sant'Antonio di Padova di scuola abruzzese sicuramente sono ascrivibili,così come il portale, ai secoli menzionati. Bisognerebbe , per dare una più esatta lettura artistica delle tre citate statue lasciate al libero arbitrio di volenterosi "restauratori" locali, far intervenire la Soprintendenza ai Beni Artistici di L'Aquila. Dalla Relazione di Dontato Gallarano degli inizi del 1700 apprendiamo:"(...) 
 
Poco di sopra della predetta terra vi è un'altra chiesa di S. Bartolomeo, con porta orna di pietra all'antica squarciata, risolta con colonnette, con facciata di fabbrica a tetto a due penne con arco in mezzo e paragostata di legno, e due scalini s'ascende al Presbitero con sedili attorno mattonato nel suolo, e coverto con tempiatura a quatrelli, in testa si ha l'altare con facciata di stucco, e fondi coloriti con nicchio con figura di rilievo della Vergine coll'Eterno Padre sopra, et a fianchi vi sono due nicchi con le statue di rilievo al naturale, vi è pulpito di legno, vi è altra cappelluccia con alcune dipinture del santi, vi è campaniletto con campanello ed in detta chiesa vi si celebra due volte l'anno per obbligo, il mezzo Agosto, e la seconda festa di Pasqua, ed altre volte per devozione, tiene gli apparati et utensilij, calici, ecc. et ha di fondo alcuni terreni, che li rendono da tre a quattro some di grano all'anno.
 
Il terremoto del 13.1.1915 sconvolse ancora una volta tale chiesa che per gli ingentissimi danni che produsse al patrimonio urbanistico 1180% delle case furono distrutte fu molto approssimativamente riparata. 
Il popolo di Cerchio con in testa i suoi amministratori comunali dopo sette secoli, ha voluto che nè il ricordo nè tanto meno la storia di questo sacro edificio andasse disperso : il 28 settembre 1983 fu redatto il progetto conservativo della chiesa ed il 14 agosto 1986,dopo i lavori, fu riaperta al culto. Il 28 maggio 1987 fu inaugurata l'artistica chiesa Via Crucis al cospetto del popolo e di Mons. Pietro Amato vescovo di Latina e presidente della Pontificia commissione dì Arte Sacra : evento questo eccezionale per l'umile storia di Cerchio dove valenti artisti abruzzesi e laziali hanno offerto il frutto della loro esperienza nel mondo dell'Arte visiva arricchendo cosi con le loro opere , la nostra comunità.  
 
E oggi finalmente, sette secoli dopo, non solo la comunità di cerchio ma quanti amano riscoprire le proprie radici storiche grazie anche alla disponibilità e sensibilità del nostro vescovo Monsignor Armando Dini che molto entusiasticamente ha accolto la richiesta del ritorno nella propria chiesa della " Bulla Indulgentiarum " possiamo ammirare e toccare quasi con mano la bolla autentica del Primo Giubileo e respirare, anche se solo per un attimo, l'aria di quel grandioso evento che certamente fu l'istituzione, da parte di papa Bonifacio VIII, del Primo Anno Santo.
 

 
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