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I dischi corazza
Ricordando l'excursus affrontato da vari anni su la storia antica di Cerchio (1) mi preme ritornare sul discorso dei dischi corazza fucensi in quanto nel corso degli anni ho potuto visionare, presso privati di Cerchio, altri due dischi di bronzo: a decorazione a traforo e l'altro, a decorazione orientalizzante. 
  

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  Dischi bronzei rinvenuti 
nel Comune di Cerchio
 

  

Dischi corazza in lamina di bronzo.

Nel territorio comunale di Cerchio sono presenti, quindi, tutti e quattro gli stili: geometrico, geometrico- orientalizzante, a traforo, e orientalìzzante codificati e messi in bella mostra dalla nota ricercatrice Raffaella Papi nel suo ottimo lavoro: "I DISCHI-CORAZZA ABRUZZESI A DECORAZIONE GEOMETRICA NEI MUSEI ITALIANI"
(2). I dischi sono stati rinvenuti in località Santa Maria nei pressi della nota località " Ripoli Cantoni" dove nel 1897 Antonio DE NINO, un secolo fa,nelle " Notizie scavi fece provenire il primo disco di bronzo rinvenuto nel nostro territorio:" ... 
  
E' uno sei soliti dischi di rame a decorazioni geometriche fatte a bulino e punzone. Qui le decorazioni sono tutte punzonate senza traccia di incisione a bulino.  Ha il diametro di m. 0,17 ed è ornato con circoli di punti e linee spezzate a zig-zag. Nel mezzo ha una stella di cinque raggi a doppia fila di punti. Vi sono i soliti forellini a due,a tre e quattro nell'orlo ...
(3) e in località Fonte Cellaro ( Foglio 4 del Comune di Cerchio ) in lavori di sbancamento per le nuove costruzioni di abitazioni proprio al di sotto della ferrovia Roma-Sulmona.
 
In quest'ultima località è stato rinvenuto oltre al disco a traforo ( spezzato in 3 parti combacianti ) dalla misura di cm. 24 di diametro anche un disco più piccolo,sempre in bronzo con ornato diverso( geometrico ) dalla misura di cm 10,5 di diametro spezzato in due parti combacianti con un buco centrale e presenta un gancio ad anello e legatura in ferro e, anche, due anelloni in bronzo ( misurano entrambi CM. 5,5 di diam.) che a prima vista sembrano due grandi orecchini e i resti di quella che doveva essere una catena di ferro che serviva forse a legare i due anelli i quali molto.probabilmente dovevano formare un elegante pendaglio. 
   
E' difficile sapere il sesso dell'inumato si potrebbe azzardare l'ipotesi che il citato corredo funebre potesse appartenere ad una principessa come ricorre ai ritrovamenti di Moie di Pollenza e di Pittino di S. Severino:"...la posizione di certi oggetti rispetto allo scheletro non è sempre sufficiente a spiegarne l'uso come nel caso degli anelloni enei a nodi del VI secolo a.C. rinvenuti,come è noto,sopra il bacino della defunta o dei dischi di bronzo variamente disposti in tombe femminili del Piceno III,isolati o più spesso in coppia e di misura diversa.
  
Per quanto riguarda questi ultimi, tuttavia, in almeno due casi,proprio la loro particolare identica disposizione nella fossa sepolcrale,ci offre la possibilità di interpretarli quali probabili elementi decorativi di stole al pari delle piastre forate del VI secolo a.C. di Campovalano.
  
In due tombe ... a Pievetorina e a Pitino di S. Severino, i due dischi erano collocati a fianco della defunta,alla distanza di una sessantina di centimetri l'uno dall'altro con l'esemplare più grande in alto verso la testa.Non solo,ma a Pievetorina lo spazio intermedio era occupato da una serie di bottoncini di bronzo testimonianti l'esistenza di una fascia,nel caso specifico trapezoidale,di cuoio o di stoffa le cui estremità dovevano essere state fissate appunto ai dischi ...
(4). 
  
Non abbiamo,purtroppo,altri elementi probatori:sarebbe,il nostro,il primo caso in Abruzzo. L'altro disco ( misura cm. 24 di diam.) presenta ganci ad anello e a piastrina in ferro,è mancante di due pezzi ai bordi ed è simile a quello del maestro dì Villavallelonga infatti anche il nostro presenta animali ( daini ) in corsa con il corpo compito a puntini ed il dorso inarcato con il caratteristico muso a tromba, le orecchie piccole e arrotondate,la coda voluminosa rivolta ìn basso con due sole zampe visibili piegate nel tipico atteggiamento della corsa.Tra ì daini vi è inserito anche un felino che forse doveva rappresentare il lupo. 
 
E' importante sottolineare che la maggior parte dei reperti rinvenuti sono venuti alla luce casualmente durante lavori di sbancamento e,la maggior parte di questi insistevano,grosso modo, a mò di cìrcolo intorno all'abitato antico di Cerchio infatti la maggior parte dei dischi ( VI1Io sec. a.C.),le varie epigrafi, in primis il cippo cilindrico rinvenuto in località Santa Lucia durante i lavori della ferrovia Roma-Sulmona nella seconda metà dell'800,la statuina collocata nel Museo Archeologico di Chieti, due ex voto rinvenuti negli anni 150 in località Fontillara, un sarcofago in pietra ( secondo fonti fededegne) venuto alla luce negli anni 70-80 durante i lavori delle case popolari ( si troverebbe ancora sottoterra ), una spada in ferro forse del VIo sec. a.C. dalla lunghezza di cm.67 venuta alla luce durante lavori di scavo fra i territori comunali di Cerchio ed Aielli e una ciotola a vernice nera scoperta negli anni '60 durante lavori edilizi in via Umberto I ci fanno comprendere che forse ci troviamo di fronte ad un'enorme necropoli dove per secoli (grosso modo dal Xo sec. a.C. fino al III-IV sec. d.C. ) i nostri antenati hanno sempre,nel medesimo luogo sepolto i propri cari poi, con la distruzione dell'impero romano, man mano tali luoghi sono stati abbandonati.

  

Note
1) Fiorenzo Mario AMICONI:" APPUNTI DI ARCHEOLOGIA CERCHIESE Il Arti Grafiche fratellì Palombi Roa s.d. ma 1987 
2) Raffaella PAPI :Il DISCHI-CORAZZA ABRUZZESI A DECORAZIONE GEOMETRICA NEI MUSEI ITALIANI.Appendice al catalogo a cura di Giuseppe GROSSI. Giorgio Bretscneider Editore 1990 Tiferno Grafica Città di Castello 
3) AntonioDE NINO: "Notizie Scavì Il 1897 - Regione IV SAMNIUM ET SABINA )MARSI-pagg. 427-430:11( ... ) un'armatura di bronzo con spada e lancia( ... )" fu venduta ad un antiquario di Celano da Pasquale Cipriani. 
4) D. LOLLINI: LA CIVILTA' PICENA "in PCIA V,1976,p.175.Anche R.PAPI op.cit. 5) R.PAPI: ibidem

 
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