Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - Nel diciassettesimo secolo

Nel diciassettesimo secolo
Del '600 cerchiese abbiamo validi ed importanti documenti che ci permettono di comprendere, nei dovuti limiti, la sua essenza. Le notizie più importanti sono quelle che ci 'raccontano' l'erezione dei convento degli Agostiniani Scalzi, la fondazione della nuova confraternita dei SS.mo Rosario; la relazione dell'arciprete don Alfonso De Rubeis; i terremoti dei 1633 e del 1648; quella della peste dei 1656-1657; ed infine le notizie tratte dai registri di "Introito ed esito," della Madonna delle Grazie di Corbarola e dai registri di "Introito ed esito" della Confraternita della Madonna di Piediponte; oltre, naturalmente, le notizie attinte dal catasto del XVII secolo conservato nell'Archivio di Stato di L'Aquila e dal catasto degli Agostiniani Scalzi di Cerchio conservato nel nostro Museo Civico. 
  
Nel 1613 il popolo di Cerchio senti fortemente il bìsogno dì erigere, per un maggiore culto della Madonna delle Grazie di Coibarolo,
(1) un convento. 
Fu sicuramente questa una delle opere più grandi che i cerchiesi, nel corso dei secoli, riuscirono a realizzare; fu, questo, senza dubbio, un avvenimento eccezionale: era il segno tangibile della prosperità de 'L'università di Cerchio'. 
Tale edificio rappresentava per tutti un punto di riferimento, infatti era non solo un centro di preghiera, ma anche, un centro di cultura: il solo; lì si insegnava grammatica, retorica e filosofia. 
 
L'Università di Cerchio, nel 1613, fece domanda ai Superiorí dell'ordine affinché dessero loro il beneplacito per la costruzione del convento
(2); tale istanza fu benevolmente accolta e, nello stesso anno il 15 giugno, fu rogato, con pubblico strumento dal notaio Antonio D'Amore, la convenzione fra i nostri antenati e l'Ordìne deglì Agostinìani Scalzi. 
 
Nel 1614, sicuramente iniziarono i lavori di erezione del convento. Tre anni dopo, nel 1617, fu decretato dal Definitoriol l'abbandono di tale edificio per mancanza di vitto. Nel 1619 i nostri avi riuscirono a sopperire a tale lacuna ed il convento fu nuovamente riaperto ai frati
(3). Tale stato di cose durò fino a quando: "Informato il Re, che i religiosi del conventino di Agostiniani Scalzi soggetto della Provincia Romana della Terra di Cerchio per il loro tenore di vita sono di,pubblico scandalo a quella gente, che tal conventino non abbia che quattro Religiosi e come tale venga proibito dalle Regole Monastiche e dalle costituzioni Pontificie, le quali fissano il numero di dodici Religiosi, oltre al Superiore locale. 
 
La Maestà Sua è venuta a sopprimere ed abolire tal piccolo convento e vuole che V.S. III.ma con la Udienza, faccia subito passare a conventì della Provìncìa Romana nello Stato Pontificio i quattro
(4) ivi esistenti con impedir loro il trasporto dì qualunque cosa anche de sacri Arredi, come quelli, che essendosi fatti di danajo pervenuto dalle rendite, che sono nel Regno, nessuna pubblica e buona equità comporta che vi straregnino. Comanda ancora a sua Maestà, che si proceda al sequestro di tutte le rendite presso la più sicura e proba persona con trasmettersi indi alla Maestà Sua nota distinta affinché poi intesa l'Univérsità, ed informata della necessità così della Cura Spirituale, come del bisogno de poveri, e di altre pubbliche opere profittevoli per quel comune, possa Sua Maestà risolvere intorno all'applicazione da farsi delle rendite e di tutto ciò ch'è di attinenza del Convento suddetto. 
Partecipò a V.l. e all'Udienza di Real Ordine questa Sovrana determinazione, acciocchè in tutte le sue Parti l'eseguano. 
 
Napoli 16 marzo 1776 Signor Preside, e Udienza dell'Aquila -Carlo De Marco"
(5), il nostro convento possedeva moltissimi terreni: 2.037 coppe e canne 71 pari a circa 102 ettari, più case in Cerchio, Aielli, Gagliano, Ortucchio e Lecce dei Marsi (vedi il relativo catasto conservato nel nostro Museo). 
Con Real Dispaccio dei 9 aprile 1785 si donavano all'Università di Cerchio tutti i beni dei Soppresso convento
(6).  Il 5 aprile 1610 fu redatta la 'Bolla' di erezione della confraternita dei Nome di Gesù (7).  Prima del 1617 fu compilato il 'Bastardello' (il catasto) dell'Università di Cerchio (8). 
 
 Il 25 marzo 1624 fu nuovamente eretta la confraternita del SS.mo Rosario: "In Dei nomine/Amen/Libro delli fratelli e sorelle del/Sant.mo Rosario fondato nuo/vamente adi 25 di Marzo del/Anno 1624 dal Molto/R.do P.re Fra Salvator/de Santis dell'Ordine/de predicatori et/nel presente anno/nostro Predi/cator/Laus Deo Virginis Mariae/(... )"
(9) ( ... ) 
Adi 8 di aprile 1624/Eletto per cappellano della Confraternita/del SS.mo Rosario dalli fratelli di essa/compa/gnia cioè della Maggior parte conforme/dice la bulla il Re.do Don Scipione/Antonozzi quale, s'intende secondo la/Bulla sino alla Morte et confimato/dal Nostro Padre Predicatore Fra Salvatore de Santis de Rieti del ordine/de Predicatori/lo fra Salvatore de Santis confirmo ut/supra manu propria/Adi dictu/E' stato eletto per Priore dell'istessa/compagnia fatta et eletta nel presente anno/Il Dottor Alfonso Cappelli, dalla maggior/parte di essa Confraternità et confirmato/dal sopradetto Abbate Padre Salvatore/In nomine Patris, et Filij, et Spiritus/Sancti. Amen/lo fra Salvatore de Sanctis/de Reate confirmo ut supra/manu propria/Capitoli da osservarsi inviolabilmente dalli con/Fratelli del Sacco della Confraternita del S.mo/Rosario/In prìmis che ogni fratello nel giorno della festività del/SS.mo Rosario che sarrà la prima domenica di ottobre/et anco tutte le altre prime Domeniche del mese/si debbiano confessare et communicare rimettendosi/anco ad arbitrio loro di farlo tutte le altre festi/della beatissima Vergine et Nostro Signore/item che nel detto giorno della prima domenica di ottobre e di tutti li altri Mesi ogn'uno di detti fratelli si debbino/vestire
(10), et accompagnare la processione che si far/rà, et caso mancasse debbia portare legittima/scusa altrimenti sia obligato pagare un carli/no da ponersi in beneficio di detta compagnia il che/anco siano obligati a fare quando che si faranno le processioni pubbliche assieme con le/altre compagnie/Item che mancando tre volte senza portare legittima scusa/del Priore possi essere cassato da detta compagnia/et abbrugiarseli il sacco in publico/Item che quando morirà alcuno di detti fratelli siano anco ob/Iigato ciascuno a vestirsi, et andarlo a pigliare/et seppellirlo, et alcuno mancando sia obligato/alla sopradetta pena di un carlino, et continuan/do per tre volte si farrà come di sopra/Item che ogni fratello in tempo della ricolta sia obligato a dare di elemosina a detta compagnia una coppa/di grano/item che li procuratori che anuatim si farrando si debba/no creare duì uno delli quattro che si nomineranno/dal Priore et Cappellano di detta Compagnia quali/si debbiano votare con intervento di tutti/li fratelli, et quelli haverando più voti si/debbiano creare/Item che detti Procuratori creati non possano far spesa che passi/carlini quindici senza consiglio del Priore et CappelIano, et passando carlini trenta si debbia fare/conseglio di tutti li fratelli/Item che E fratelli occorrendo fare alcuna di dette spese et/essenso chiamati per consultare ogn,uno ci debbia/andare, et dire il parere suo et mancando sia/obligato come di sopra ad un carlino et continuan/do per tre volte possano essere cassati et abbr/uggiarseli il sacco in pubblico nella quale pena/incorrendo anco li procuratori non facendo come di sopra/Item che quando alcuno sarrà eletto Priore, o procuratore non/debbia in nessun modo ricusare, ma pigliare detto/priorato, et per cura con ogni riverenza et diligenza/et mancando sia obligato alle soprascritte pene/Item che li procuratori quando s'havrà da dispensare il/grano della compagnia a poveri lo debbiano/fare con l'intervento del Priore et cappellano/et conseglio di tutti h altri fratelli, et facendo/il Contrario siano obligati alle soprascritte pene/Item che li procuratoti di tutte le intrate et esiti ne debbiano/fare libro con notare ad esso ogni cosa distinta/mente accio che quando haverando da rendere/conto in presenza del Priore et Cappellano Vadministrazione Loro vada chiara altrimente/sarranno obligati con/ogni diligenza a riscotere tutto il grano im/prestato, altrimente nel rendere del conto non selli menerà bono et sarranno forsati rifarlo del/suo;/Item che detti Procuratori con ogni diligenza debbiano atten/dere alla cura del altare, et far fare tutti/lí uffiti che in detta compagnia si sogliono fare come anco/stare avertiti che morendo alcuni delli detti fratellj/se li debba' fare l'offitio a parte delli altri ritrovar/si nella Chiesa a tempo che alcuno di detti fratelli/morirà, per posserlo andare a pigliare e seppellire/et mancando siano obligati alle pene sopradette/et che le vesti di detti fratelli restino alla Compagnia/Item che tra fratelli si porti ogni debita riverenza/et honore et sapendosi che alcuni de fratelli/si ritrovino con odio si debbia procurare di/pacificarti, H che sarà porincipal Cura de/Cappellano, et Priore/lo Alfonso Cappelli accetto/li sopra detti capitoli;/Io Nortar Sante Confirmo ut supra et ut/lo Gioseppo Cameritti accetto us supra/Io Pontio di Amore confirmo ut supra/Io Lorenzo Colantonio ' confimo ut supra/lo Sabbatino Sperandio accetto et con/firmo ut supra et me( ... ) Panecasio/acete quante ut supra/Io Cesare de Collsante/( ... /Io Pontio Colantonio per non saper scrivere/ho fatto il. segno della croce/Paolo lacobaccio per non saper scii/vere ho fatto il segno della croce/( ... ) di Cipriano per non saper/scrivere ho fatto il segno della croce/lo Iacomo di Ciofano aceto quanto di sopra/Domenico Tucciero ho fatto il se/gno della croce per non saper scrivere/Santo Panecasio il segno della/croce per non saper scrivere/Io Santillo della villa per non saper/scrivere faccio il segno della croce/lo Gioseppe Meogrossi per non saper/scrivere faccio il segno della croce/Io Lauterio Varanelli ( ... )/confermo quanto di sopra/lo Rosato della Zanna accetto/quanto di supra/Horatio della Zanna/Francesco Rosci/- (11) 
   
Nel 1630 don Alfonso De Rubeis, arciprete di Cerchio, inviò al Vescovo dei Marsi Muzio Colonna, la seguente relazìone:
-Alli.mo e r.mo Mutio Colonna
(12) Vescovo di Marsi n.ro P.rone oss.mo Nota destinta data da Don Alfonso de Rubeis Arciprete (13) di Circhio nella Parrocchiale/Ecciesia dì Santa Maria dentro di essa Terra, per l'ordine inviatoci da S.S. 111.ma/dell'infrascritte cose: In prims: Il numero dell'anime che si ritrovano sotto la mia Cura conforme la diligenza/e nota fatta nella Pasqua dell'anno caduto 1629. Ritroviamo che vi sono da communione anime n. 520, e quelli che non sono di communione sono di n. 200(14). 
 

In quanto alle Chiese principalmente qua in Cerchio dove concorre il Popolo ad divina, ci è/la Chiesa parrocchiale notorie Santa Maria dentro la Terra dove si ritrovano/D. Alfonso de Rubeis sudetto Arciprete con don Canonici Don Fabio Mutij e/Don Scipione Antonozzi Economo dei benefitio vacato per la morte della bon./mem. Don Andrea Panecascio
(15) presentato dall'ill.mo et Ecc.mo Sig. Principe Peretti,/et essa parrocchiale EcchIesia è officiata prìncipalmente da essi tre prenominati/et oltre questi dal Rev. Dottor Theologo Don Cesare Colantonij, Don jacomo/jacobaccìo Diacono, da don Felippo Ottaviano, da Don Berardo jacobaccio, da/Don Francesco Rosa, et da Don Rosato Campomizzo Sacerdoti; da Don jacomo/Polonio, et Don Gio. Andrea d'Amore diaconi; da Don Francescantonio Varanelli/Subdiacono; da Stefano Colantonio, Giovanpietro Salvatore, Lutio Colantonio/e Giovan Maria d'Amore Clerici. - Nella qual Chiesa vi è la Compagnia del SS.mo Sacramento (16) qual è confraternita con vesti con privilegio d'Indulgenza de Sommi Pontefici, aggregata alla Mi/nerva di Roma, quale s'amministra da procuratori Anselmo  d'Amore, e Micantonio/di Ciofano. 

La Cappella del Giesù senza vesti con Indulgenze (17) aggregata alla Minerva di/Roma amministrata da procuratori Gioseppe Cameritto, e Francesco Colantonio./ Nell'incasato di detta Terra vi è la chiesa di S. Bartolomeo eretta con benefitio;/possede al presente il suddetto Rev. Don Cesare Colantonio Canonicato aggregato/nella sudetta Chiesa Parrocchiale, nella qual Chiesa vi è la compagnia/della Miseficordia con vesti (18). L'Ecclesia di S. Lucìa con benefitio, si possiede dal Sig. Dottor Fulgentio Thomas/setti della Città di Piscina. L'Ecelesia di S. Maria Corbarola eretta, dove al presente si ritrovano h Padri Scalzi/Agosúniani, dove anco si ritrova la cappella di San Rocco confraternita con vesti/aggregata a San Giovanni Laterano amministrata da procuratori Vergilio Petrocco/e Flaminio Cappelli. 
 
L'Hospedale eretto dall'Università di Cerchio dotato da essa, amministrato da procuratori/Sabatino Sperandio et Agostino d'Amore; et quelle puoche d'intrate che have/detto Hospedale sono aggregate alla Fabrica del sudetto Convento dei Padri AgostinianiíScalzi. - Nel distretto e territorio di essa Terra vi è -la Chiesa diruta di S. Silvestro con benefitio/qual si possiede dal sudetto Don Jacomo jacobaccio Diacono canonicato aggregato/alla detta Parrocchiale. 
 
La Chiesa diruta di Santo Vito con benefitio si possiede dal sudetto Don Felippo Ottaviano/serviente aggregato nella predetta Chiesa Parrocchiale.
La Chiesa eretta di Santa Maria piede ponte eremiticha,
(19) dove risiede Nicola/Amicone eremita, et vi è cappellano Don Rosato Campomizzo amministrata da/procuratori Flaminio Cappelli e Lorenzo Colantonio.
La Chiesa diruta di San Stefano patiano con benefitio si possiede dal Theologo di/V.S. III.ma.  La Chiesa di San Giovanni/la Chiesa di S. Maria AvanusceAa Chiesa di S. Maria di Ceturo,/Dirute con beneritij si possedono dal Semmi/nario della Città di Piscina. San Lorenzo Chiesa diruta con benefitio si possiede dal Clerico Don Angelo Bucci. Santa Margherita/e San Pavolo,/Chiese dirute con benefidj si possedono da Don Giovanni/del Cerruto della Città di Pescina. Sant'Andrea/e San Stefano Ozzanelli,
(20).
 

Chiese dirute con benefidj si possedono da D. Mattheo/Falcone di Pescina. S. Pietro di Flimini Chiesa eretta nel detto Territorio con benefitio quale al presente vaca/per la morte del quondam Dottor Valerio Andrei del Colle, se bene di esso benefitio/ne prese possesso il Clero di detta mia Parrocchiale di Cerchio vigore Bulle unionis bn. mem. Matthei Collis, si come in essa appare, come ottimamente/V.S. III.ma ne fu informato dal Dottor Gio. Batta Ciofano in Roma
(21). In detta Chiesa Parrocchiale vi sono li infrascritti paramenti: Doi pluviali, uno bianco et uno violaceo./Tre pianete usate con tonicelle: bianca,roscia e negra./Quattro pianete di mocchaiale usate, bianca, roscia, verde e violacea./Calici numero nove./Una sfera per il SS.mo Sacramento di ottone indorato./Doi coppe d'argento, una grande et una piccola./Una croce grande d'argento (22)/un incensero d'argento con navicella di stagno./Tre crocifissi d'ottone./Il Maestro di Schola è stipendiato dalla Communità./ Si ritrovano in essa Terra il Dottor Fisico Giovan maria d'Amore; et il Dottor Alfonso Cappelli Legista./Notar Giovanni Cappelli et Notar Santo Pantano, Secolari./ Si riduce a memoria di V.S. III.ma come dei numero e quantità delli sudetti benefiúj, quasi tutti/si possedono da forastieri, eccettuatone il benefitio di S. Maria parrocchiale, S. BartoIomeo,/S: Vito, e S. Silvestro; et hormai da mano in mano sarranno dodeci Sacerdoti, la maggior parte/de quali non possedono benefitij; si che tutti giontamente supplicano V.S. Ill.ma si degni haverli per/raccomandati, et signanter dei benefitio di S. Pietro ad esso vacante, che di sua natura/è Curato. - 
Di V. S. III.ma e Rev.nia/humil.mo s.re/L`Arciprete di Circhio
(23). Con Real Rescritto del 19 maggio 1633 il re Filippo d'Aragona concedeva l'assenso regio per l'istituzione della Fiera in nome di Maria (24). Il primo novembre 1633 e il 19 gennaio 1648 Cerchio fu sconvolto da due disastrosi terremoti. Dal 14 ottobre 1656 al 17 agosto 1657 il nostro paese fu martoriato da una terribile peste che mietè 254 persone
 

 


Pagina: 1/2 Pagina sucessiva\
Sei in: - STORIA - Nel diciassettesimo secolo

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright