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Nel quindicesimo secolo
Del quindicesimo secolo abbiamo scarnissimi documenti che ci permettono, però, di inquadrare, certo in un modo non perfetto,la realtà cerchiese del secolo preso in esame . Nel 1424 la contessa Covella, ultima figlia di Nicolò della potente famiglia dei Berardi,reggeva le sorti del contado di Celano che comprendeva i seguenti centri:
"Capestrano,Pescina,San Sebastiano,Ortucchio,Speron D'Asino, Carapelle, Civita Marsa, Caspio, CastelD'Agra Sangro, S.Stefano, Gagliano, calascio, Rocca Collarmele, Lecce, Gioia, Castel Nuovo, Valle Custa, Valle Fermo, Morra, Collelongo, Rocca D'Arce, Vittorio,Brittori, Farnola, Valle malleverno, Vestigio, Antrosano, Bifaro, Berticara, Calignano, Crete, Mucciano, Iura, Carpineto, Fonti delli Casali, Modola,Troia, Monteverde, melotia, Campera, Poggio degli Atti, Pescoadoco, Pescio di Roccaserra, S.Giorgio, S. Michele, Vestatio, Valle Vaccaria, Morelli, Roccatagliata, casa Castarma, Francorputa, Abula, Piano, Camorra, Cologno, Ofena, Secinaro, Subequo, celle, colle, Balzerano, Carsoli, Intramunti, Torre dei Passeri, S.Potito, Ovindoli, Rovere, Rocca di Mezzo, S. Eugenia, Rocca Santo Stefano, Foce, Agello, Cerchio ,Bisegna e Cocullo.
  
Nel 1425 i sindaci di Aielli e di Cerchio giurarono fedeltà al conte dei Marsi Odoardo Colonna:"(...) Nell'archivio del Colonnesi in Roma osservato abbiamo una carta di procura ad un cittadino Romano con i sindaci di Cerchio per giurare fedeltà nell' A. 1425 a Odoardo Colonna ( ... ). Nel 1436,dopo sanguinosissime lotte la contea di Albe passa dai colonna nelle mani di Giacomo Caldora il quale, nel 1441, venne spodestato da Giovanni Antonio Orsini Re Alfonso I d'Aragona nel 1445 fece compilare un elenco dei feudi del Regno di Napoli ad recolligendam tassam a Barnnibus Il RIPORTATO nella sua "HISTORIA dal Tudini" 
(2), nelle terre e castelli che componevano il feudo di Albe e Tagliacozzo compare anche il nostro paese Rocca Curculum Il ( sicuramente l'amanuense confuse Circulum in Curculum ).
   
Nel 1456 la contea di Alba era tenuta ancora dal citato Giovanni Orsini.
Alla morte di questi non avendo lasciato eredi maschili,i propri possedimenti passarono in dominio del re di Napoli il 12 febbraio 1463 Cerchio era vassallo del conte di Celano Antonio Piccolomini il quale lo ebbe,nel citato giorno,dal re Ferdinando d'Aragona insieme a tutti i centri componenti la contea di Celano.
  
Tale possedimento fu nuovamente riconfermato allo stesso Piccolomini dal citato re Ferdinando il 20 Febbraio 1484. Nel medesimo anno tre procuratori della chiesa di Santa Maria di Cerchio è la-chiesa matrice Santa Maria dell'Annunziata volgarmente detta "dentro le mura" commissionarono ad un valente artista di Sulmona la croce grande astile, d'argento sbalzato che ancora oggi si conserva a cerchio nel locale Museo Civico.
  
Questi umili personaggi a ricordo di tale evento fecero apporre nel verso una targhetta con su scritto:" FO FACTA ANNO DOMINI MCCCCLXXXIIII
(3) PER LIMOSINA DI DON ANTONIO DI COLA DI PETRI DI CICCO ET COLA DI ANGELU DI ANTONIO ZANNA ET MACTEO DI ANTONIO DI MACTEO PROCURATORI DI S. MARIA DI CIRCHIU PER Il Marzo 1492 il vescovo dei POPULO " Marsi Gabriele MACCAFANI ( 1481-1511 ) concedeva 40 giorni di indulgenza a chi visitava la chiesa di san Bartolomeo apponendo la propria annotazione sotto la Bulla Indulgentiarum inviata alla nostra chiesa nel 1300:11 Noi Gabriele Vescovo Marsicano e Diocesano per grazia di Dio e della Sede Apostolica apponiamo per quanto ci riguarda quaranta giorni di indulgenza ... e apponiamo il nostro sigillo attuale.
  
Dato in Cerchio in casa di Don Antonio di Cola di Pietro Cicco
(4) procuratore e rettore della soprannominata chiesa di S.Bartolomeo il giorno 24 Marzo 1492 nellIVIII anno del pontificato di Sua Santità Innocenzo VIII . Continuiamo la nostra storia riportando documenti storici minori comunque importantissimi per descrivere eventi e personaggi del nostro centro. Nel 1427 viene stilato il seguente atto notarile: Istromento di Notar Silvio di Andrea del Colle Armele 1428 ( data errata scritta posteriormente ) Istromento nel quale si divide l'heredità di Donna Rita di Berardo Vendecta del Colle cioe la meta si da à Giacomo del Colle, e l'altra meta sia di Bartolomeo Colecta Martello di Cerchi per gli atti di Ceccho di Mastro Nicola Cappelli di Subiaco lì 21 maggio 1428 ( è il 1427 ). (5) 
 

Nel 1428 viene stilato un susseguente atto notarile avente lo stesso oggetto: "Sentenza data da due eletti cioe da Lelia di Vito e Berardo di ... di Nicola ambedue del colle Armele a sopra la lite della heredità di Rita di Berardo di Benedecto del Colle .... che si divida in due parti.. una che sia di Giacomo del Colle dudetto l'altra parte di Bartolomeo martelli di cerchi per gli atti di Ceccho di Mastro Nicola Cappelli li 16 giugno 1428 11.
(6) Nel 1430 : Il Gio: di Pietro Megliore fa donatione di tutti li suoi benì a Bartholomeo Coletta Martellozzi di Cerchio per gli atti di Amico Pacentro di Silvestro cerchi ldi 3 xbris 1430 1'. Nel 1443 Cerchio contava 77 Il fuochi Il e 73 nel 1447 (7). Nel Maggio del 1447, nei mesi di maggio e agosto del 1453,nei mesi di maggio e agosto 1454, nei mesi dì maggio e agosto del 1656, nel mese di maggio 1457 e nei mesi di maggio e agosto 1470 (8) apprendiamo che almeno un mercante di Cerchio era presente nell'importantissima fiera di Lanciano, il 31 marzo 1473 l'Università di Cerchio in alcune dogane, era presente con 14.000 pecore (9)
 
Nel 1453: ' Narda di Antonio Bernabeo vende a Nanni e fratelli di Pietro cicho un pezzo di vigna a Perturo conf. la via pubblica publica Antonio Cicaracti Giacomo Petrocco e li compratori per ducati 6 d oro per gli atti di Paolo di Benedetto di Gagliano li 2 gen. 1453 1'. Nel 1483:11 Butio Martellozzi di Cerchi compra all'Ecc.Sig.re Anto Duca di Amalfí e Conte di Celano l'infrascritti terreni ricaduti à corte per la morte senza eredi di Cola di Gregorio Mercolini di Sulmona cioé
1 terra in Campoli conf. Ceccho di Giacomo Risaoni,Ant.o d'Amore e Marco Varanelli 
2 terra ibid conf. Daniele di Giacomo di filippo e la via a due lati 
3 terra ibid conf. Stefano Pietro Cicchi,e .... la via a due lati 
4 terra alle cortine Conf Gio:Iacobacci Colama ... e la via da Capo Butio Martellozzi compra dal Ecc.o Prencipe
 5 terra in Fontiano Cof. Cola di Missere .... grosso e, Cola Pietrociccho
6 Prato a Campoli Conf. Meo Angeloni e la via
7 terra in Capezano conf. S.sabina da due lati et Antonio Gerardini
8 terra alle cortine conf. Colantonio Pietro di Marino e S. Andrea
9 Prato in Valle maiano conf. Macteo Varanelli .... 
10 terra in Colle Cerino con li suoi confini.
 
Il tutto è stato venduto per prezzo di ducati cento ( più esattamente 125 ) li 15 Ag.o 1485 è il 1484 errore del trascrittore ). Intorno al 1485-86 nacque nel Casale di Paziano il religioso Pietro Capocitto da non confondersi con il di lui omonimo nipote.Questi fu eletto,nel periodo in cui era abate a Siponto generale dell'ordine dei Celestini da papa Giulio III avendone da vicino,quando era cardinale in quel luogo,ammirato le sue alte virtù. Morì il 5 novembre 1566 alla rispettabile età di 80 anni Il suo corpo riposa nella chiesa di Santo Spirito al Morrone. Era nipote,per parte di madre,del Vescovo di sant'Angelo dei Lombardi Mons. Jannetella di Aielli e , a sua volta, zio di Francesco di Aielli,Generale dell'ordine dei Celestini.
(10) 
  
In questi documenti la 'storia' ci ha tramandato uno spaccato abbastanza preciso della vita sociale del nostro paese nei primi documenti,che poi sono i più antichi a parlarci della "cosa pubblica" notiamo l'atto di vassallagio che gli amministratori di ogni Universitas, annualmente dovevano professare al proprio Padrone. e notizie relative agli anni 1443 e 1447 sono importanti perché ci fanno conoscere il numero dei fuochi che abitavano il nostro centro:77 fuochi moltiplicato per 5 ( numero medio degli abitanti un 'fuoco 1) abbiamo una popolazione di 385 abitanti così pure le altre dall'Archivio pergamenaceo D'AMORE-FRACASSI gentilmente messomi a disposizione da Titti Gualtieri.
  
Grazie alla sua squisita gentilezza posso ulteriormente comprendere,anche se in parte,l'animus dei nostri progenitori. La sunnominata Gualtieri mi ha messo a disposizione una parte del fondo pergamenaceo: ben 101 pergamene così suddivise: 6 del XV0 secolo,14 del XVI0,7 del XVII0,72 del XVIII0 e 2 del XIXo più un documento ottocentesco in carta bambagina. Inutile sottolineare la mole di notizie che possono essere tratte da queste documenti e l'importanza che riveste tale archivio: è uno fra i pochi archivi privati esistenti nella marsica e da qui la notevolissima importanza che esso riveste. 
  
Nel documento del 1445 che riporta in modo erroneo il nome del nostro paese Circulum in Curculum,è interessante sottolineare che la nostra Universitas è annotata come 'Rocca CirculumI cioè Rocca di Cerchio. Chissà se l'attuale toponimo di Il ' NGASTEJ ' "( Castello ) deriva dalla citata rocca? Nella relazione fedegna del Regio Tavolario Donato Gallarano stilata agli inizi del XVIII0 secolo
(11) apprendiamo:"( ... ) In detta Terra non vi è casa baronale n'è circondata di mura,ma bene tanto in detta Terra, quanto fuori vi sono chiese,et anco un monastero ( ... )". Nella settecentesa carta topografíca data " Adì 7 febraro 1720 " conservata presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, da me ristampata, per la prima volta in Italia, a grandezza naturale inequivocabilmente si nota invece,nella rappresentazione del paese di Cerchio un antico castello: un muro con ai lati due torri.
 
Come mai due tesi a prima vista così discordanti? 
Eppure tutti e due i documenti presi in esame sono servi: la relazione Gallarano è stata redatta dall'anno 1718 al 30 settembre 1723 e la pianta topografica,come abbiamo detto,reca scritto sopra la data del 7 febbraio 1720, quindi sembra che o il Gallarano o l'anonimo agrimensore abbiano,con la loro opera,asserito il falso oppure,in ultima analisi e forse è quella giusta,tutti e due hanno descritto la verità. Il Gallarano per stilare la citata relazione impiegò ben 5 anni e quindi era impossibile che sfuggisse ai suoi attenti occhi un castello o una rocca ben munita in quanto per 'comando' doveva 'apprezzarla' cioè doveva dare l'equivalente valore in denaro; l'anonimo agrimensore,forse locale ( forse Luca CIOTTI molto attivo nella prima metà del XVIIIo secolo ) invece ha messo in risalto i resti di quello che dovette essere un castello. 
  
A ben vedere,infatti,quello che a prima vista sembra essere un castello è in realtà un muro antico con due torri: quindi tutti e due i documenti sono fedeli e non poteva essere altrimenti. Agli inizi del 1700 esistevano ancora ben visibili i resti di un'antica rocca infatti è ben vivo ancora,nel luogo più alto del paese,il toponimo I ' NGASTEJ ' ", tesi, questa avvalorata anche dalla maestra elementare Tecla VECCHIETTI in TUCCERI CIMINI nel suo apprezzabile lavoro il Cerchio notizie storiche e leggendarie " (12):"( ... )
  
Prima dell'ultimo terremoto del castello restava in piedi una parte fino alla finestra del paino superiore,che i cerchiesi di una certa età ricordano benissimo. Col terremoto il Castello subì ulteriori rovine e i proprietari sui muri rimanenti eretti hanno edificato un tetto trasformando il locale in cantina (...) ancora adesso,in parte,si può notare si veda per esempio il muro di proprietà delle famiglie D'AMORE.  Nella croce grande processionale astile in argento sbalzato di scuola sulmontina notiamo l'agiatezza e l'amore verso il bello raggiunto dalla cosiddetta classe dirigente e la volontà di questi di tramandare nei secoli sia l'anno sia i nomi dei personaggi che ebbero la geniale idea di commissionare tale pregevole opera . Attributo a questo secolo abbiamo ancora alcuni scarnissimi che per dovere di cronaca riportiamo:il 15 aprile 1442 fu ordinato dal vescovo Saba dei Carloni,suddiacono Antonio Solipetti di Cerchio.
(13) 
  
Un certo Il don Massio de Circhio il il 10 marzo 1465 faceva parte del capitolo della Collegiata di Trasacco 
(14). Dal Regesto delle fonti archivistìche degli annali Antinoriani apparendiamo: " Pagella di ordinazione al Vescovo di Sora,data in Sora 31 Maggio 1488 ind.VI,e 14 Marzo 1489, ind.VII;nell 'Archivio della Curia Episcopale Marsicana. Il vicario del Vescovo dei Marsi Giovannì Fabrini di Tagliacozzo,delega Pietro Vescovo di Sora per l'ordinazione di Domenico di Ciofano e così fa anche nell'anno seguente, XVII,42 1'. (15) 

In un frammento di un documento emesso in Pescina il 2 Marzo 1493 apprendiamo la notizia di un certo:"( ... ) donno petro CAPOCIPTI de Circulo 
( ... ) "
(16) Sicuramente a questo secolo risalgono i due antifonari conservati nel Museo Civico di Cerchio. In uno di essi, quello che ha la numerazione fino a carta 190 (17) sembra leggersi,a carta 3, in una annotazione di disagevole lettura la data del 1463.

Forse a questo secolo bisogna ascrivere la pianeta conservata nel sopraccitato museo dove nel retro è cucito sembra, il simbolo degli Orsini, forse un surrogato, così rappresentato:testa di orso sopra una celata a sua volta sopra uno scudetto recante effigiato dentro una stella ( o fiore ) dorata su campo azzurro seguito poi da una banda posta orizzontalmente di color rosso posta sopra la rimanente banda verde dove vì è collocata una zampa d'orso color marrone. 
 
In questo secolo doveva esistere nel nostro centro,da come abbiamo visto su, un'agguerrita classe di mercanti addirittura,nella seconda metà del ' 400,in quel di Sulmona,viveva un certo Angelo de Ciofano de Circhio mercante d'olio.
E ' questi il padre di Antonio ( vivente nel 1492 ) e nonno di Giovanni 
( 1490-1581 ) genitore, questi, dell'ultimo grande Umanista Hercole Ciofano.
   
     

Note
1) P.A. CORSIGNANI: DELLA REGGIA MARSICANA Napoli 1737,pag. 643.Tommaso Brogi nella sua Marsica antica,medioevale e fino all'abolizione dei Feudi " Roma 1900 riporta: 11( ... ) nel Febbraio del 1427 il papa Martìno fece la divisione dei beni di famiglia ed assegnò a Odoardo( colonna ) la contea di Celano e di Albe sotto la tutela della madre Sveva Caetani 
2) Il HISTORIA DEI SETTE OFFICII DEL REGNO T. BROGI: Ibidem 
3) Tale datazione fa acquistare alla croce che per qualità e tipologia è sostanzialmente simile alle altre conservate nella Marsica:11( ... ) un ben diverso significato documentario,di notevole interesse per la definizione della serie cronologica dei punzoni sulmonesi,in quanto rappresenta l'ultimo dei lavori noti contrassegnato col bollo in uso dopo il 1468( ... )'Ipag. 90 di Il Architettura e Arte nella Marsica 1984-1987-11 Arte-Soprintendenza per i B.A.A.A.S. per l'Abruzzo L'Aquila Roma 1987. 
4) E' lo stesso personaggio che assieme agli altri due procuratori della chiesa di S. Maria commissionò la croce grande astile d'argento. 
5) Archivio D'Amore -Fracassi in Roma presso gli eredi 
6) Ibidem 
7) Fausto COZZETTO: MEZZOGIORNO E DEMOGRAFIA NEL XV SECOLO Il Rubettino Editore 1986 Soveria M.llì CZ).Il citato autore riporta integralmente il Il LIBER FOCORUM REGNI NEAPOLIS FOCULARIA CIVITATUM E TERRARUM PROVINCIE TERRE LABORIS ET COMITATIS MOLISII,ET PRIMO DEMANIALIA ".Alle pagine 88 e 89 vengono riportati i centri soggetti al conte di Celano:fra questi risulta anche cerchio erroneamente trascritto Il Cerrulu II ( sicuramente Il Cerculum II o Il Circulum I'.   

 
  
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