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Nel tredicesimo secolo
Del XIII secolo cerchiese abbiamo, fino ad oggi, due scarnissimi documenti databili alla fine del secolo.
Il primo di questi è il notissimo diploma stilato ad Alife 22 per ordine di Carlo d'Angiò, il 5 Ottobre 1273, dove vengono elencate tutte le località del Giustizierato d'Abruzzo diviso in Abruzzo Citra (al di qua del fiume Pescara) e Abruzzo Ultra (al di là del fiume Pescara). 
  
Fra quest'ultime vi è anche la località "Pazanum" l'attuale Paziani, toponimo ancora oggi attestato nel nostro territorio (si trova sotto l'attuale chiesa cimiteriale di santa Maria di Piediponte). 
Carlo d'Angiò il 23 agosto 1268, nei campi Palentini, nei pressi di Tagliacozzo sconfisse Corradirio Hohenstaufen di Svevia l'ultimo rampollo di tale nobile casata ed ultimo pretendente del Sacro Romano Impero. 
  
La sconfitta di Corradino aprì l'incontenibile scalata al potere dei reali di Francia in Europa. 
Quarantasei anni prima nel 1222-23, la nostra Marsica fu teatro di un altro sanguinosissimo evento: la presa e la totale distruzione della città di Celano da parte dell'imperatore Federico Il il quale, non copletamente soddisfatto, Fece deportare i celanesi nell'isola di Malta, impose la "damnatio memoriae al nome di Celano e costrinse all'esilio, in Roma il potentissimo conte di Celano Tommaso chiaramente si evince che la vita in quei tempi nella nostra contrada marsicana era tutt'altro che pacifica e monotona.
 
Il secondo documento, collocato nell'Archivio della Diocesi dei Marsi in Avezzano, è la famosa "Bulla Indulgentiarum" redatta il 4 luglio 1295 ed inviata nello stesso anno alla chiesa, ormai scomparsa, di an Pietro in Flimini (località ancora oggi attestata nelle mappe comunale) agli inizi del pontificato di papa Bonifacio VIII (eletto al soglio pontificio il 24.12.1294) dal citato Pontefice e da dodici vescovi riuniti in Anagni, città natale di papa Caetani, si legge:
 "Alla chiesa universale di Cristo, per intercessione Divina la presente lettera Noi Ruggero di Sanseverino Arcivescovo, Attone captanense Stefano Oppidense, Francesco Fanense, Adamo Martorano, Giacomo Treventinense Bonifacio parentinense, Giovanni Capodaquense Daniele Laquedonense Andrea Lidense, Pasquale cassinense e Francesco avellinse nella grazia di Dio, salutano anzitutto il vescovo nel nome del Signore dopo di che si dispone ogni apostolico con lei presente lettera da noi esaminata per intercessione divina e la salvezza nel Signore, nonché per generale dovere apostolica stabilirono dinanzi al tribunale di Cristo, rifugio del corpo di quanto portiamo sia esso un bene o se un male di quel che quotidianamente fino all'ultimo raccolto viene dalle opere per prevenire lei vita eterna cosicchè occorre- seminare nella vita terrena perchè venga resa al Signore ogni nostra attività, ed affinchè se tic moltiplichino i frutti e raccoglierli così in ciclo .perciò essenziale avere lei fiducia di tutti nella speranza che chi semina in parte in parte raccoglie e chi semina nelle benedizioni guadagna lei benedizione della vita eterna. 
  
Or bene dunque alla chiesa del Beato Apostolo Pietro di flimini nella diocesi dei marsi desideriamo nella fedele riverenza di Cristo, restituire a chiunque onorerei questa chiesa, con spirito di vera penitenza C vi si confesserà nella stessa festa del santo al cui nome è stata dedicata, oltre alla festa di Natale, della Pasqua di Resurrezione e nelle quattro festività della Beata Vergine Maria, e nella domenica delle Palme, che devotamente si recheranno e singolarmente a chi nei giorni di Quaresima noti e mai stato nella penitenza, sia data la misericordia di Dio, perchè il rispetto di dette regole ed intenzionalmente in quei giorni, consapevolmente in ciò, vi acceda. 
Rilasciato in Anagni il 4 Luglio da papa Bonifacio VIII anno primo del suo pontificato". 
  
Nel primo documento rileviamo che, ad un secolo dalla compilazione del "Catlogus Baronum redatto per ordine del re normanno Ruggero secondo, in un periodo storico che va dal 1150 al 1167, dove non appariva alcuna località dei territorio del nostro paese, notiamo la località "Pazanum ed altri luoghi non citati dal suddetto catalogo. 
L'importantissimo documento normanno aveva tralasciato un certo numero di centri e l'elenco angioino è certamente più completo anche se non perfetto. Come mai non viene nominato Cerchio se tale luogo, come già abbiamo visto, viene citato in documenti di Monteccasino ai 18 di Marzo dell' anno 818? 
Era stato esentato dal pagar tasse? 
E se così fosse in base a che? 
Nel secondo documento notiamo l'importanza dell'antichissima e prestigiosa chiesa di San Pietro in Flimini già citata nell'anno 998' e la familiarità che questa chiesa godeva presso papa Bonifacio VIII. 
Come mai? Troppo poco per comprendere l'animus i sogni, le speranze, le passioni dei nostri antenati.

 
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