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Nel dodicesimo secolo
Due bolle pontificie sono gli unici documenti che ci raccontano la storia di Cerchio nel secolo dodicesimo: quella emessa da Papa Pasquale secondo nel 1115, nel quindicesimo anno dalla sua elezione al soglio pontificio e, la seconda, fu emanata da papa Clemente III, nel 1188, nel primo anno del suo pontificato. Questi due importanti documenti furono promulgati per ristabilire i confini della diocesi dei Marsi caduta ormai in piena anarchia e per obbligare i superbi sacerdoti marsicani alla totale ubbidienza verso il loro pastore: per questo motivo vennero elencate tutte le chiese soggette alla giurisdizione del vescovo dei Marsi.
   
Nel primo documento, era allora presente il futuro San Berardo vengono annotate del territorio di Cerchio sei chiese: "( ... ) S. Martini in filernino, S. Petri in ceravano ( ... ) S. Laurenti in pretorio`, S. Felicitino in villa magna S. Mariae in Avanoso, S. Viti in Ozano ( ... ) ". Nel secondo sono trascritte solamente quattro chiese del nostro territorio:"  (... ) Sancti Petrí in cornavino, Sancti Martini in flimini ( ... ), Sancti Thomae Sancti Angelo in pomperano ( ... ) ". Nell'archivio della nostra diocesi dei Marsi, in Avezzano, si conserva la copia, trascritta nel secolo XVIII del primo documento mentr'invece, del secondo, abbiamo la trascrizione riportata da A. Di Pietro nella sua più volte citata opera: "Agglomerazioni ecc.

  
La località Cervariana è quella forse nota come cervarium riportata da Pietro Sella nell'elenco delle chiese marsicane dipendenti dal Monastero di Montecassino alla fine del XII secolo. Il citato autore a pag. 55 e 56 del suo lavoro: 'RATIONES DECIMARUM ITALIAE/ APRUTIUM-MOLISIUMI LE DECIME DEI SECOLI XIII E XIV", Citta del Vaticano MI)CCCCXXXVI, dove enumera le chiese marsicane soggette alla giurisdizione del Monastero di Montecassino, sembra confondere il secolo VIII con il XIII, infatti leggendo attentamente il passo che integralmente si riporta: "Elenco di chiese della Marsica / Dipendenti dal Monastero di Montecassino / fine sec. XIII / ( Abazia di Montecassino Archivio CA. 51 fa. III n. 1) 987. "De rebus S. Benedicti in Marsi. Primo privilegium domini Lo/thari imperatoris orinale de quodain prato in Marsi quod Cervarium/dícitur, ubi idem monasterium S. Benedicti est censtructum in, quo/et confines iusdem territorii continentu. Autperto Abbati casinensi quere in cronica 18 Sunt autem in codeim territorio marsicano infra/scripte ecclesie monastero casínensi subiecte tam in spiritualibus/quam in temporabilibus, quarurn idem prepositus diversimode. 988 (..)1011 S. Martini in Silimine. 
 
Ci balza immediatamente sotto gli occhi il nome dell'imperatore Lotario, vissuto tra il 795 e l'855, il nome dell'Abate Alperto che resse il Monastero di Motecassino dall'834 all'838 "20" e la nota che il detto autore nel citato passo mette fra il 1046 ed il 22 maggio 1115, è autore di un Chronicon del Monastero di Motecassino scritto nel 1075. Come mai il Sella ha commesso questa serie di errori? E per quale motivo persevera ponendo il citato elenco alla fine del XIII secolo se Leone Marsicano, di cui diceva conoscere il suo operato è vissuto nei secoli XI-Xll? 
  
Da come chiaramente si può ben vedere è troppo poco per tracciare un profilo storico sul XII secolo cerchiese. Nelle due bolle pontificie emesse una 15 anni dopo il 1100 e l'altra 12 anni prima dei 1200, vengono annotate alcune chiese dei nostro territorio con i relativi toponimi: "Flimini", Pretorio (P'RDURA), Villa Magna", "Ozzano" località ancora oggi attestate nelle mappe comunali. In uno dei più importanti documenti del XII secolo il "CATALOGUS BARONUM" redatto per ordine di re Ruggero II il Normanno in un periodo storico che va dal 1150 al 1167, il nostro centro non è compreso fra le varie comunità che dovevano dare al Re, come rata di contribuzione, almeno un soldato. Come mai? " ( ... ) 
  
Il catalogo costituisce una fonte abbastanza completa nella elencazione dei feudi del Regno, ma non sono pochi i centri di cui è attestata l'esistenza nel 1150 e pur tuttavia non si ritrovano in tale registro ( ... )  Una ipotesi di esclusione poteva essere, costituita dal basso valore del feudo inferiore cioè alla prestazione del servizio militare per un soldato che richiedeva una rendita annua di almeno venti once d'oro ( . ) " 21". Sicuramente, forse, ciò fu la causa dell'esclusione di Cerchio in tale elenco: il paese di "Circlu" come abbiamo visto, già nell'818, il 18 Marzo, esisteva in quanto viene riportato nel citato documento di Montecassino insieme ad altri borghi.
 
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