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Il medioevo
Prima che Cerchio divenisse un unico agglomerato urbano era formato da 13 villaggi,casali e ville disseminati intorno alla lago Fucino e lungo il territorio comunale dell'attuale comune dì cerchio. Questi erano: il Casale de Circulo,S.Felice in Palude, Cervariana, Petellina, Flimini, Torpillano o Torpigliano, Casale Patiano o Paziano, Casale Ottiano o Ozzano, Pomperano, Avenusio, Casale Cavezzano, Villa Magna o Mayna, Castello Preturo (A. Di Pietro)  (1) . Nell'attuale cartina 1 a 25.000 della I.G.M. di Pescina,dove è compreso anche il territorio comunale di Cerchio,dei toponimi degli antichi casali ne sono rimasti solamente quattro: Flimini, Vitellino, Paziani e Capezzano oltre, naturalmente il nome di Cerchio derivato dal Casale de Circulo.Un'altro toponìmo attestato,dai fogli comunali,è quello del Casale Ozzano ( l'attuale Costa Ozzano : "V' ZZan ) dove vi era,nell'antichità, la chiesa di S.Vito attualmente vì è la fonte denominata FONDISANO' VITI ".
Altre località rintracciabili nelle mappe comunali sono Preturo nella località 'Perduro' e 'S. Lorenzo e,' Villa Magna o Mayna nella località posta anche dal DE NINO, in SANTA MARGARITA ".
  
Questa località fu erroneamente individuata dal DI PIETRO:" ... il Villaggio che esisteva quasi a contatto di Cerchio che aveva il nome di Villa Magna o Villa Mayna e fu uno dei primi che ingrandì quella popolazione vicina ... sulle rovine di questa villa edificata sul Monte Corbarolo l'Università di Cerchio nell'anno 1530 edificò la chiesa attuale della Madonna delle Grazie, e vi eresse la confraternita di S.Maria di Corbarolo ...,ciò che afferma il Di Pietro sembra essere inesatto in quanto nel Catasto degli Agostiniani Scalzi di Cerchio, redatto da Ferante Cocuzzio nel 1677 e abbastanza preciso, la località "Villa Maina" confina con " Le Cannavine vecchie" e viene citata anche come "villa maina o Canavine vecchie ":questa località è ancora attestata nelle mappe
comunali e si trova molto più a Sud della località descritta dal DI PIETRO.
  
Gli abitanti di tali villaggi dovevano essere i discendenti degli antichi abitatori dei vici e dei coloni delle ville costruite dai romani intorno al lago quando questo venne parzialmente prosciugato. Ed i templi pagani costruiti intorno alle ville,una volta affermatosi il Cristianesimo,furono trasformati in templi cristiani:ecco perché in ogni casale e villaggio vì erano chiese,se no altrimenti è impossibile spiegare questa ecatombe di chiese.
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Lo sfacelo dell'impero romano fece diventare l'Italia teatro di sanguinosissime battaglie:nessun esercito potè mettere a freno la furia selvaggia e distruttrice dei barbari un pugnale probabilmente di epoca longobarda dal manico d'osso e dalla lunghezza di cm. 26,5 è stato rinvenuto negli anni passati doveva appartenere ad un bambino in quanto l'impugnatura è adatta per la mano di un bimbo ed anche perchè il pugnale non presenta alcuna lama. Tale reperto doveva sicuramente far parte di un corredo funebre e il pugnale doveva rappresentare la classe sociale della sua famiglia,sicuramente doveva essere il figlio di un personaggio altolocato il quale volle apporre per l'estremo viaggio del proprio caro il segno distintivo del suo rango. AL periodo longobardo è attribuibile un anello da me rinvenuto in località "La Calgara di dietro i fossi ",nel terreno di D'Amore Giovanni.
  
Nel tondo dell'anello(forse in lega d'argento) la simbolica decorazione è simile a quella che si nota nella guarnizione della cintura longobarda in ferro ageminato da Nocera Umbra (VIIo d.C. ) collocata in Roma nel museo dell'Alto Medioevo
(3) unica variante è che nella decorazione della cintura i segni esterni dì tale immagine geometrica sono bianchi e l'interno è nero,nell'anello di Cerchio invece è il contrario:i segni esterni sono neri e l'interno è bianco con puntini neri. Tale anello,a verga,presenta nel tondo la descritta decorazione la quale è circoscritta,a sua volta,da una decorazione a zig-zag; di lato sotto al tondo dell'anello,vi sono due cerchietti in ognuno dei quali sta raffigurata una rosetta;sotto a questi due cerchietti vi sono,ognuno per lato,altri due cerchietti schiacciati uniti ed infine l'ultimo pezzo dell'anello è decorato con quattro strisce nere orizzontali inclinate,e ad una sola parte,di lato,vi sono tre brevi incisioni.( Museo Civico Cerchio ).
  
Nel territorio di Cerchio è anche attestato un toponimo longobardo Il Camporeale o Morrone della Fara ".Tale località si trova nei pressi del luogo detto 'Luna' infatti nel citato catasto degli Agostiniani Scalzi di cerchio apprendiamo: ? camporeale a piè Le Prata di Luna di la del Stradone. 
Tali orde nel loro disastroso cammino disperdendo gli uomini e di conseguenza le comunità dispersero anche la civiltà. Date le circostanze dei tempi,i tredici villaggi che facevano parte del territorio di Cerchio, decisero di riunirsi in un unico luogo per meglio difendersi:L'talia di allora era attraversata da truppe di soldati senza scrupoli,da mercenari,da accozzaglia di gente di tutte le risme che si abbandonavano a saccheggi,scorrerie,ad atti nefandi e nefasti: Il ... Nell'anno 881/882 i Saraceni penetrati una prima volta nella Marsica distrussero nei pressi di Pescina il monastero di S. Maria in Apinianici dipendente dal Monastero di S.Vincenzo al Volturno e ricco dì terre donate dal duca il debrando di Spoleto,una seconda volta nell'anno 93637 fu la zona sud orientale del lago Fucino ad essere devastata,quando gli Ungari-saraceni incendiarono la chiesa di S. Cesidio a Trasacco( in seguito ricostruita) finchè da Attone III,conte deì Marsi,furono cacciati da forca Caruso verso Goriano Sicoli ... 11 
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Superati questi "Secoli Bui" si riinizia a ' vivere ' , si ricomincia ad amare ed a subire il fascino delle cose belle e,si ritorna a costruire quelle infrastrutture che saranno poi le basi a cui attingeranno gli Il Homines Novi " dell'Umanesimo e del Il Rinascimento ". Ritornata la calma nelle campagne e nei borghi d'Italia,le comunità cercano di darsi una più salda e sicura struttura: ì paesi dove è stata raggiunta dai suoi abitanti una mentalità aperta e lungimirante verso ogni forma di vita,fra poco diverranno le forti agguerrite città d'Italia.Su tutte le comunità eccelle quella ecclesiastica : è riuscita a mantenersi salda anche durante il 'buio' e 'tetro' medioevo e grazie alla sua sagace e costante opera se si poterono gettare le basi per ricostruire se non un'Italia una,libera ed indipendente almeno città che con le loro gesta rimarranno per sempre ricordate nella storia dell' umanità 
  
Grazie,dunque,a questa comunità e specialmente ai pazienti monaci che dal chiuso dei loro monasteri riuscirono a salvare dalla più completa barbaria le opere della classicità,e,grazie al preciso,zelante e diligente ordine che loro mettevano in tutte le cose se noi,oggi,possiamo squarciare il nero velo di questa oscura storia, e possiamo continuare a descrivere questa nostra piccola storia. 

Il primo documento,sino ad ora rinvenuto che riguarda il nostro territorio,è quello riportato nel Regesto Farfense dove in un atto vengono citate le famiglie che Santa Maria dì Farfa possedeva nel corso dell' ottavo e nono secolo sec.d.C.. Tale documento fu compilato nell'undicesimo sec. d.C. ma si riferisce ad una situazione storica,databile fra gli anni 789-822
(5). 
 
Ad Pacianum petiae ii prope rigum quas tenet Berardus filius Ponzonis ... In Petelline tenent Hugo praesbiter et fratres eius petiam i. Hanc de Sancto Leucio et Sancta Maria in Salceto
(6) quas tenent Guarekeri ... 11: A Patiano 2 pezzi ( di terra)vicino al rio che tiene Berardo figlio di Ponzone ... In Petelline Ugo presbitero e i suoì fratelli tengono un pezzo( di terra ).I Guarakeri tengono un pezzo di terra ìn S. Leucio e in S. Maria in salceto ...


Il secondo è quello datato 18 marzo 818 riportato dagli storici E. COZZO e i. M. MARTIN nella loro pregevolissima opera: Il Documents inedits ou peu connus des archives du Mont-Cassin VITIe-Xe siecles,quando l'imperatore Ludovico il Pio, su richiesta dell'abate Theodomar, conferma a Montecassino i beni e glì edifici di culto dipendenti: Il (..) in comitatu Marsorum cella Sancti Ianuarii in Torpiliano,sancta Anastaìa ibidem, Sanctus Maximus in Gurgu,Sancta Lucia in Circlu,Sanctus Thomas in Leonì,Sancta Maria in Montorone,Sancta Maria in Aurit(inus),Sanctus Benedictus in Tilia,Sanctus Victorinus in Celano...Sancti Petri in Mallianellu ... Sanctì Andree in Colle de Albe ... Sancte Marie ad Paternum ... Sanctì Benedicti et Sancte in Maurinu cum portu suo, Sancti Victoris in Silvia Plana( ... ) 
 
Il terzo è quello datato 9 Agosto 981 a proposito di una sentenza scritta nel villaggio di S.Felice in Palude:"( ... ) nel tempo dell'imperatore ottone seconde i giudici Marsicani Ingezo, Il debrando,e Gioche alla presenza di Pietro Vescovo di Pavia,Arcícancelliere e Protonotaío,e Guberto Vescovo di Derdona inviati al sacro Palazzo,di Rainaldo,e di Odorisio Conti dei Marsi,di Alberìco Vescovo dei medesimi Marsi,e di altri testimoni,rinvestirono l'Abate di S.Vincenzo al Volturno,ed il suo Avvocato Franco,del possesso di tutti i beni che ave il Monastero di Santa Maria in Apinianici situato nel territorio Marsicano,sotto la pena di pagare libre cento di oro ottimo per metà alla Camera imperiale,e per l'altra metà all'Abate nominato. Tale sentenza è scritta da Lupone Giudice,e Notajo al primo Agosto 981; è munita del sigillo Imperiale,ed è firmata dai Giudici,vescovi,Conti, e testimoni adoprati(
..) (7)  In questo villaggio vi era la chiesa dì S.Maria.
 

Altro documento importante è quello datato anno 998 purché oltre a citare il villaggio di Cervariana noto per la Cronaca di S.Vincenzo al Volturno,cita anche i villaggi di Petellina e Flimini quando nell'anno suddetto:"...Teresa Badessa del Monastero di S. Maria in Apinianici con consenso dell'Abate di S. Vincenzo al Volturno,concesse a Rainaldo conte dei marsi la facoltà di reggere pel corso di anni venticinque tutti i servi,e serve,nonchè quella di percepire i frutti di tutti i beni che il suo Monastero aveva nei villaggì di Cervariana, Petellina e Flimini.§
 
Ebbe in compenso il valore di otto líbre di argento in tanti mobili necessari al Monastero di Apinianicí che dopo l'incendio fu restaurato(...)
(8)
In questo villaggio vi era la chiesa di S. Martino che nell'anno 1098 fu donata da Berardo conte dei Marsi al Monastero di Montecassino ... ) Berardus Marsorum comes illis diebus obtulit huic Caenobio Ecclesiam Sancti Martini loco qui flimini appellatur cum omnibus pertinentiis suis,teris,vineis,et cum omni servitio piscatorum,et rebus suis( ... )
(9) ed anche la chiesa di S.Pietro alla quale fu ìnviata,nel 1295 una Bulla Indulgentiarum (10) da undicì Vescovi riuniti in Anagni i quali ognuno concesse quaranta giorni di indulgenza a coloro che confessati e comunicati avessero visitata questa chiesa nei giorni di S.Pietro,del Santo Natale,in quelli delle quattro festività della vergine e nella Domenica delle Palme (11).
  


Note
1) Andrea DI PIETRO: l'Agglomerazioni delle popolazioni attuali della diocesi dei Marsi Avezzano Tip. V. Magagnini 
2) A. PAOLUZI: Il MARSICA NEL PRIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DEL 13 GENNAIO 191511 Numero Unico - Tip. dei Monasteri Subiaco
3) P. DELOGU 1 BARBARI IN ITALIA Il- pag. 54 di ArcheoDossier Ist.Geograf. De agostini Febbraio 1986 
4) TERRA-ABRAMI: I'Ugo BALZANI: "Il Chronicon Farfense di Gregorio CATINO Vol.primoTìp: del senato 1903 
5) A.M.RADMILLI-U.IRTI-G. GROSSI-M. MASTRODDI: ORTUCCHIO Edizione dell'Urbe Roma 1985 
6) Forse è il luogo Il Salciette di Flimini citato nel catasto di S.Maria delle Grazie
 7) A. DI PIETRO: ibidem 
8) A. DI PIETRO:Ibidem 
9) A. DI PIETRO: Ibidem- Vedi anche li Chronica monasteri Casinensi,L IV cap 19,in MGH, scriptores,T. XXXIV ed. Hartmut Hoffmanh,p. 448. A.CLEMENTI,M.R.BERARDI,G.MORELLI,E. ANGELINI:" I FONDI PERGAMENACEO E CARTACEO DELL'ARCHIVIO DELLA COLLEGIATA DI S.CESIDIO DI TRASACCO Il a cura Deputazione Abruzzese di Storia Patria 1984 
10) E' collocata nell'Archivio della diocesi dei Marsi in Avezzano 
11) A. DI PIETRO: ibidem
 
 

 
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