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Attraverso le epigrafi romane

Queste le  undici iscrizioni lapidarie di epoca romana rinvenute casualmente a Cerchio di cui due purtroppo andate  perdute:
1) L. F. RUFUS PROBAVE(RUNT)  (1);
2) D M S C. ALBI0 TORQUATO REDEM(P)TORI OPERIS C. ALBIUS TORQUATUS M P M (2)
3) (QU)IETO (QUAEST(ORI). ALI)MENTO(R)UM)... P)RIMIP(IL(ARI)  (3)
 4) L.( ... )US T.F. SER. RUFUS  (4)
 5) ( ... )US. P.F. SER. M( ... )  (5) 
6) Q. ANNIUS Q.L. HELENUS  (6) 
7) OCTAVIA LUPILLA (B)ONAE DEAE (A)EDICULAM. ET (A)RAM. DE SUO. (D.) D. D.  (7)
 8) ( .. P)RIM oppure RIM( forse la traversa della lettera A è segno casuale,forse si legge (P)RIM(US) (PIL(US)  (8)
9)V= LETTERA U  (9) 
10) L I o  (10)
11) R ( legatura tra le lettere L e R )  (11) 
 Di queste undici epigrafi ci aiutano,specialmente le prime quattro, a descrivere,logicamente in modo frammentario,la storia del nostro paese all'inizio dell'impero romano.
 

 

Cerchio...Cippo funebre del I° d.C.

Cippo funebre del I° secolo d.C.
  

 

Cerchio...Cippo funebre del I° d.C.- particolare del serpente attorcigliato

Particolare del Cippo funebre sopra la 
calotta emisferica è rappresentato un grande serpente attorcigliato.

 
 

La prima epigrafe
presa in esame L.F. RUF/ PROBAVE(RUNT) purtroppo mutila, è importantissima in quanto, se è esatta l'interpretazione data dall'archeologo Cesare Letta della Normale di Pisa,doveva far parte di un'iscrizione dove  vi era la formula tecnica LOCAVERUNT IDEMQUE PROBAVERUNT cioè appaltarono e collaudarono una certa costruzione pubblica che purtroppo non possiamo più identificare,siccome il verbo è al plurale i nomi dei personaggi ( sicuramente i magistrati locali) dovevano essere almeno due:ne resta solo in parte uno,col patronimico L.F.( LUCI FILI =figlio di Lucio ) e il cogmome RUFUS (il Rosso). Questa iscrizione è databile all'incirca all'ultima età repubblicana,cioè grosso modo tra l'età di Giulio Cesare e agli inizi di quella dell'imperatore Cesare Ottoviano Augusto ed è molto importante perché ci dimostra l'esistenza di magistrati locali con poteri finanziari e quindi ci permette di dire che Cerchio o il paese a cui poi sarà dato il nome di Cerchio era un antico' vicusI entità amministrativa inferiore al MUNICIPIUM (12).

La seconda epigrafe presa in esame: D M SI C. ALBI/O TORQ/UATO RE/DEM(P)TO RI OPERIS/ CALBIUS/TORQUAT/US B M P conservato presso il Museo lapidario di Avezzano (13) ci porta alla conoscenza che nel nostro centro vi era un certo Caio Albio Torquato che svolgeva l'attività di impresario edile,notizia senz'altro importante in quanto ci fa consapevoli dell'attività dei nostri progenitori. 

La terza iscrizione lapidaria (...)
SE(R)/(QU)IETO/(QUAEST(ORI)ALI(MENTO(RUM)/( ... P)RIMIP(ARI)
Purtroppo mutila e molto rovinata è di notevole importanza infatti,se è esatta la lettura della linea 4,detta da Cesare Letta,non è possibile supporre che a linea 3 una formula come ( EX TESTAMENTO ovvero (HUIC MONUMENTO (TERRA CEDIT) ma anche la linea 3 deve menzionare una carica rivestita dal nostro personaggio. Non può trattarsi di un PRAEF(ECTUS) ALIMENTORUM, perchè una carica di rango pretorio non si concilia con un Il cursus" ascendente o discendente che sia,in cui figuri il grado di " pimipilaris". Bisognerà invece pensare ad una dignità municipale ed in tal caso l'integrazione è quasi sicura:il "quaestor alimentorum" ricorre infatti nei vicini centri di Peltuinum e Cures,mentre ad Alba Fucens sono attestati un Il quaestor pecuniae alimentariae" ed un Il curator pecunaie alimentariae" Quest'ultimo caso è particolarmente significativo perchè il personaggio che rivesti tale carica,costruì la propria ascesa sociale nell'ambito del suo municipio attraverso la carriera militare percorsa come semplice pretoriano
(14).

La quarta ed ultima epigrafe presa in esame L. ( ... )US T.F. SER. fa parte dell'unico monumento funebre integro (tranne qualche brutta scheggiatura) che si conserva in loco. Quello che è interessante mettere in evidenza di tale rispettabile monumento ( h. cm. 140 per cm. 57 di diametro, presenta ancora gli incavi di ancoraggio sulla base) sono i bassorilievi effigiati: "Il fusto è decorato da un fregio d'armi al centro, affiancato a destra da scudo rotondo con ambone centrale, poggiato su una lancia inclinata verso l'elmo, e a sinistra da una lorica.
 
Al di sotto, gladio e cingulum incrociati, legati da nastri. Una grossa scheggiatura impedisce l'esatta identificazione degli altri oggetti. Sembra riconoscere,a sinistra dello scudo in basso,la sagoma rilevata degli schinieri.Tutti gli elementi della panoplia non rispettano le reali proporzioni tra gli oggetti( ... ).Il culmine è a calotta emisferica liscia,su cui si avvolge un serpente in due spire,non squamate( ... )".
(15) Le altre iscrizioni invece,come l'ara votiva dedicata alla dea Bona( sepolta nelle cantine del palazzo D'amore-Fracassi ),l'iscrizione di Q.Annio e Q.L. Eleno (andata perduta)e le altre ridotte ormai a semplice frammenti,non ci aiutano al nostro discorso.

Lo scopo del mio lavoro non è rivolto ad un discorso meramente tecnico bensì si vuole tracciare,attraverso le iscrizioni note,dove è possibile,un excursus circa l'attività dei nostri antenati.  Le più interessanti sono,come ho messo in risalto le prime quattro già descritte:le prime due parlano di personaggi legati all'edilizia e le altre due invece descrivono la 'storia' di personaggi legati all'arte militare. Alla fine del 10 secolo a.C. viene appaltata e collaudata da magistrati locali una certa costruzione edile pubblica che,purtroppo,è andata perduta e,forse coeva a questa iscrizione è l'epigrafe collocata presso il museo di Avezzano,dove si attesta inequivocabilmente l'attività di un certo Caio Albio Torquato impresario edile.
 
Quindi tra la fine del primo secolo e l'inizio di quello successivo,nella località alla quale verrà dato poi il nome di Cerchio fu inaugurata una certa opera pubblica ed esisteva nello stesso centro almeno una ditta specializzata a fare questi lavori e,sicuramente altre opere dovette fare il nostro impresario infatti,nel nostro territorio comunale esistono ancora i resti ben visibili di quelle che dovettero essere due splendide ville romane di epoca imperiale:nei pressi della strada di "Mandra di bagno" vi è un muro lungo circa 33 metri ed alto 2,alcune parti di esso sono rivestite ancora dall'opus reticolatum e,altri resti sono presenti in località " Fonte regina". Alcuni anni fa, proprio fra il confine territoriale tra i Comuni di Cerchio e Aielli,durante la costruzione di un capannone,furono rinvenute varie tombe a cappuccina databili al Io secolo d.C.
  
Più ad est verso i confini territoriali tra i Comuni di Cerchio,Collarmele e S. Benedetto dei Marsi,in località Il vitellino" ricca di reperti archeologici,si possono ammirare ancora i resti di un mausoleo :il Morrone,a Nord invece,sopra la fonte di S. Vito esiste una cisterna romana e ancora più su in località "Fonte Gellara" esistono altri resti,forse di un'altra cisterna.Si deve supporre,quindi,che dopo la famosissima Guerra Sociale,Italica o Marsica durata tre anni dal 91 al 88 a.C. e dopo il parziale prosciugamento del lago Fucino operato dall'imperatore Claudio nel 52 d.C. il nostro paese,in base a ciò che sta riportato nelle epigrafi( un pò poco in verità) fu oggetto di molte costruzioni edili tali da giustificare la presenza dell'impresario (edile) Albio Torquato.
 
Le due citate iscrizioni ci permettono di dire,specialmente la prima,che il nostro paese esisteva nel Io secolo a.C. e che vi erano dei funzionari con poteri pecuniari i quali,con la loro carica,attestano,senza ombra di dubbio,l'antichità del nostro centro. Le altre due iscrizioni invece,ci fanno conoscere,specialmente la prima,la perizia e la forza dei nostri antenati nell'arte della guerra infatti, le pigrafe imperiale attestante la qualifica del questore alimentare è degna di nota in quanto ci rende edotti dell'attività svolta dal nostro personaggio il quale,prima di diventare un funzionario pubblico era arrivato al massimo della carriera militare iniziata come semplice pretoriano;costui infatti,era diventato primipilo:il primo dei due centurioni del manipolo dei triari della prima coorte,il più alto in grado fra i 60 centurioni di tutta la legione.
   
Al termine del servizio i legionari potevano,su parere dei loro superiori,essere promossi al rango di centurioni ed avanzare poi all'interno di questa gerarchia fino ad accedere ai primi ordines,comandanti le doppie centurie della prima coorte; o addirittura,nel più fortunato dei casi,al grado massimo di primus pilus,centurione del primo manipolo dei triari. A partire dall'età di Adriano( sec. primo e secondo secolo d.C.) al cuni di questi uomini,particolarmente meritevoli o fortunati,poterono entrare nei quadri dell'amministrazione in qualità di procuratori  centenari,funzionari equestri di rango inferiore stipendiati con 100 mila sesterzi l'anno,e poi concludere la loro carriera come procuratori ducenari,funzionari equestri con stipendio doppio;ma la maggior parte di loro non andava oltre il comando di uno degli accampamenti legionari sparsi attraverso l'impero ( Praefectura castrorum )
(16).
   

Il cippo cilindrico sepolcrale ribadisce ancora una volta l'attività guerresca dei nostri progenitori( infatti vi è effigiato tutto il campionario che un buon soldato doveva avere ) e il' Cognomen ' RUFUS attestato in altre due citate epigrafi. Da come chiaramente si evince,la vita dei nostri predecessori era tutt'altro che monotona:si edificava,si inaugurava,si combatteva e si arrivava,specialmente con la carriera militare all'agognata ricchezza:tutto ciò potè avvenire grazie alla Pax Augustea o Pax Romana la quale portò benessere anche nell'umile paese di cerchio.

  


Note

(1)Cesare Letta-Sandro D'Amato:" EPIGRAFIA DELLA REGIONE DEI MARSI Il 1975,Cisalpino Goliardica Milano 
(2) Fiorenzo Mario AMICONI: Il APPUNTI DI ARCHEOLOGIA CERCHIESE "Arti Grafiche Palombi Roma sd ma 1987  
(3) Ibidem 
(4) Ibidem e Antonio DE NINO :Il NOTIZIE SCAVI 1897 1 REGIONE IV 1 ( SAMNIUM ET SABINA ).MARSI/XIV.CERCHIO-Antichità del Comune di Cerchio nel territorio dell'antica Cerfennia nei Marsi. Irene Valdisseri Paoletti:11 CIPPI CILINDRICI FUNERARI CILINDRICI DAL TERRITORIO DI MARRUVIUM" in Accademia Nazionale dei Lincei- Rendiconti Morali-1980 Serie VIII,vol. XXXV,fasc. 3-4. 

(5) C.Letta-S.D'Amato op.cit. F.M.AMICONI op.cit. 
(6-7-8-9-10) Ibidem 
(11) Iscrizione inedita rinvenuta ad altro materiale di scarto,nell'ottobre 1988 in località Il Santa Margarita" :è un' epigrafe mutila in cotto recante le lettere fuse L e R. Tale iscrizione è databile al Io sec. a.C. o prio sec.d.C. Le lettere misurano in h. cm. 4 
(12) C. Letta-S.D'Amato op.cit. e F.M.AMICONI op.cit. 
(13) Ibidem 
(14) Ibidem 
(15) 1. Valdisseri Paoletti.op.cit. 
(16) Giovanni BRIZZI:" La guerra nell'impero romano" in Archeo-Dossier Ist.Geograf. De Agostini -Giugno 1989_ n.52,pag.50.
 
 
 
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