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"U cunzl"

Una delle consuetudini ancora in auge presso la comunità di cerchio è quella di preparare il banchetto funebre: " U cunz'l ". Questo singolare pranzo così composto: brodo con pasta ammassata ( farina,uova e acqua ) tagliata a piccoli quadretti (" cicerchio," ); carne bollita; verdura cotta; pane e vino, viene trasportato da una donna sopra la testa per mezzo di un canestro : è il canestro grande il quale veniva usato sia in tempo di allegria-matrimonio che in tempo di mestizia-funerale. L'usanza del canestro è attestata sin dal sec. XVI: gli si dia anco lo canestro come corre a Cerchio ( ... )"(1).
 
Coperto da una tovaglia da tavola (mandil) bianca la quale,preparata in modo che i quattro angoli (pizz) fuoriescono dal canestro,serve sia a celare da occhi indiscreti le portate sia a guarnire in modo decoroso quest'ultimo. Generalmente alle nipoti del defunto spetta l'onore e l'onere ( la preparazione del pranzo funebre è una vera cerimonia ed in tempi antichi era anche costosa ) di attendere in modo impeccabile all'accudimento dello speciale banchetto: l'ultimo atto del complesso rito funebre il quale inizia con il suono a martello delle campane(due volte se si tratta di donna,tre volte se si tratta di un uomo e la campanella piccola per i bimbi ).
 
Al suono delle campane parenti e conoscenti si riversano nella casa del defunto,il quale, precedentemente,appena spirato, è stato preparato per l'ultimo viaggio:vestito nuovo,scarpe nuove,cappello nuovo per i maschi; veletta nera,nuova,per le femmine;nelle mani hanno a destra il breviario a sinistra la corona del rosario; nelle tasche del vestito vengono deposte alcune monete: il pedaggio per il lungo viaggio senza ritorno. Trascorse le 24 ore dal decesso il parroco, accompagnato da due bambini (uno porta la croce e l'altro l'acquasantiera con dentro l'acqua benedetta) si dirige verso la casa dell'estinto da dove, una volta impartita la solenne benedizione,fa iniziare il corteo funebre. 
 
Rispetto ai riti funebri di qualche anno fa si nota immediatamente la mancanza dei numerosi crociferi,infatti molti erano i ragazzi che portavano,ognuno a seconda dell'età, la propria croce: molte volte accadeva di fare a botte per portarne una! Di queste,purtroppo se ne sono salvate tre,di cui ad una ne ne sta soltanto il Cristo senza croce. Alle croci trasportate dai ragazzi,appena quest'ultimi arrivavano alla casa del morto,venivano poste,da una donna anziana,un asciugamano di lino bianco tessuto,solo all'ultima croce :la croce grande,ne venivano poste due. Alla fine dell'estenuante rito (veglia,corteo e stretta di mano a tutti i partecipanti del funerale), quando finalmente nell'abitazione dell'estinto sono rimasti soltanto i parenti,viene portato I' U cunz'l' Il che oltre a rifocillare tutti dalla lunga tensione e dal digiuno patito serve anche a rifocillare l'animo e pensare nuovamente alla vita (" rimett l'alma").
 
Dare una spiegazione esauriente di questa usanza è difficile perchè, purtroppo,non si hanno documenti che ci confortano in tal senso:l'uso del pranzo funebre è noto sin dalla preistoria ed è attestato presso tutte le comunità dove l'uomo ha raggiunto coscienza del proprio essere.ogni società a seconda del proprio grado culturale dà al fenomeno della morte e di tutti i riti ad essa legati una propria spiegazione logica. 
 
L'usanza di mettere nelle tasche del defunto monete è prettamente un rito pagano,le monete servono, nell'ottica paesana, per pagare il passaggio dal mondo della vita all'incerto mondo della morte, degli Inferi; il gruppo dei crociferi,ormai andato in disuso, era senz'altro una reminiscenza medioevale,infatti i componenti delle confraternite oltre ad assistere i moribondi, erano tenuti anche a portarli,una volta morti,in corteo e seppellirli:"( ... ) Item che quando morirà alcuni di detti fratelli siano anco obbligato ciascuno a vestirsi,ed andarlo a pigliare et seppellirlo, et alcuno mancando sia obbligato alla sopradetta pena di un carlino, et continuando per tre volte si farà come sopra . . . ( tre legittima scusa dal prior possa essere cassato da detta Compagnia et abbrugiarseli il sacco in pubblico ... )
(2);

così pure sicuramente medioevale era l'usanza di mettere sopra le croci gli asciugamani di lino bianco tessuto( portati in dote dalle donne quando convolavano a giuste nozze; anche qui,come per il canestro grande,, è da notare il dualismo Felicità Tristezza) simboleggianti il panno di lino della Veronica che con pietà asciugò il volto a Gesù Cristo e,in senso lato è anche il simbolo della resurrezione infatti, Gesù dopo essere stato asciugato dalla Veronica con un panno di lino,dopo essere stato cinto da un panno di lino e dopo essere stato deposto nella tomba per mezzo di un lenzuolo di lino ed avvolto nello stesso, resuscitò.
 
 

Note
1) Testamento del Magnifico Jacomo( o Jacobo) Polonio redatto da Notar Giovanni Cappelli nel 1578. 
 
2) Capitoli della nuova Confraternita del Santissimo Rosario di Cerchio fondata il 28 Marzo 1624 collocato nel Museo Civico di Cerchio.
 
 

 
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