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In ricordo di Nicola Calipari

La sua vita per Giuliana
Ha suscitato grande commozione a tutti noi la morte di Nicola Calipari, dirigente del Sismi tragicamente caduto nelle fasi conclusive della liberazione di Giuliana Sgrena in Iraq. Una raffica l’ha colpito l'auto dove Calipari viaggiava per riportare a casa la giornalista italiana, dopo un mese esatto dal suo sequestro. Si era seduto al suo fianco per farla sentire più tranquilla; Nicola le ha fatto scudo con il suo corpo, per difenderla dal "fuoco amico" dei soldati americani, ma il suo abbraccio protettivo gli è costato la vita, a causa di un solo colpo sopraggiuntogli alla testa. Era la sera de14 marzo scorso, sulla strada che portava verso l'aeroporto internazionale di Baghdad, quando una sparatoria, a soli 700 metri dalle piste di partenza per l'Italia, ha tramutato un successo dell'intelligence in una tragedia. 
 
Calipari ha voluto portare fino in fondo la sua missione, quella di riportare a casa quella vita, a qualunque costo ed a qualunque prezzo. Il dirigente del Sismi si trovava all'estero proprio a difendere l'interesse nazionale e la sicurezza del cittadino. La sua umiltà gli faceva sentire la responsabilità di quello che faceva, non volendo che altri la prendessero al suo posto; era un capo dipartimento, ma non si è nascosto dietro il suo grado; questo, di fatto, lo ha portato, nel momento di maggior pericolo, a mettersi in prima linea rischiando di persona. 
 
Ma Nicola ha sentito semplicemente di fare il suo dovere. Così, grazie a Nicola Calipari, è stato rappresentato al meglio il ruolo fondamentale del Sismi al servizio dei cittadini e dell'interesse nazionale, cancellando quell'immagine negativa che ha storicamente accompagnato la nostra intelligence. Naturalmente, le Istituzioni hanno tenuto una linea di fermezza sulla tragica morte di Nicola Calipari; hanno partecipato ad ogni momento della vicenda, mentre ad un'apposita Commissione d'inchiesta congiunta Italia-Usa è stato chiesto di fare chiarezza in tempi brevissimi sulle circostanze che hanno portato all'uccisione del dirigente del Sismi. 
 
A conferma di questo, gli Stati Uniti hanno più volte ripetuto l'assoluta intenzione di collaborare con l'Italia. La morte di Nicola Calipari ha tra l'altro avuto ampio risalto anche sugli stessi media americani. Tantissime le iniziative che si sono susseguite per ricordare la sua figura: da celebrazioni e fiaccolate si è passati all'intitolazione di ponti, piazze, sale ed edifici pubblici, fino al minuto di raccoglimento negli stadi ed a sottoscrizioni di solidarietà. Più di 10 mila persone, tra cui tantissimi giovani, gli hanno reso omaggio presso la camera ardente allestita a Roma al Vittoriano. Chi lo ha conosciuto, tra superiori, colleghi e collaboratori, ha raccontato di essersi trovato davanti ad un uomo dai grandi valori umani e qualità professionali: generoso, signorile sopra ogni cosa, dotato di capacità carismatica di aggregare persone e di ragionare in termini di conseguenze, pacato, un vero esempio di uomo capace, per ribadire che più che un capo, Nicola Calipari era un punto di riferimento su tutto. "Non faceva `campagna acquisti; era lagenteche voleva lavorare con lui. La sua concezione etica del lavoro edei rapporti con le persone-hanno detto in molti di Nicola - erano improntati ad una schiettezza e ad una lealtà incontrate in poche persone. Calipari era sempre proteso verso gli altri, parlava dei suoi colleghi definendoli `i suoi ragazzi : Pensavasemprea loro cheerano a Baghdad e che rischiavano... ': Infine, ricordiamo l'ultimo militare caduto, il Sergente Salvatore Domenico Marracino, ventottenne di San Severo (Foggia), rimasto ucciso i115 marzo scorso durante un'esercitazione al tiro. 
                                                               Gaetano Cutarelli


  

Un personaggio grande
Il Teatro Comunale di Cerchio (A0) ed il nuovo Parco Pubblico di Pescara sono stati intitolati a Nicola Calipari, il 15 marzo scorso. 
  
In due distinte manifestazioni, le cittadinanze di questi Comuni abruzzesi hanno voluto così rendere omaggio al dirigente del Sismi caduto a Baghdad. Nella mattinata, a Cerchio, un piccolo centro della Marsica, si è tenuta una toccante cerimonia alla presenza del Direttore del Sismi, Gen.C.A. Nicoló Pollari. "Nicola era esattamente come è stato descritto nei giorni seguenti la sua morte: forte e gentile, come la gente di questa terra-ha sottolineato il Generale Pollari nel suo intenso intervento-era un personaggio grande". "II suo senso del dovere, delle Istituzioni e soprattutto della vita - ha aggiunto il Sindaco Gianfranco Tedeschi - ne hanno fatto un eroe". 
  
La famiglia di Nicola Calipari non era presente, per comprensibili motivi, ma non per questo ha voluto far mancare un segno della sua riconoscenza. E lo ha fatto attraverso le parole del Generale Pollari: "La Signora mi ha pregato di sottolineare come Nicola avesse sentimenti forti per questi luoghi. Conosceva Cerchio". Poi un lungo applauso e ancora tanta commozione. 
 
Così anche a Pescara, dove tra giovani coppie, bambini e persone anziane raccolte nello spazio verde del nuovo Parco Pubblico, il Sindaco, Luciano D'Alfonso, ha deposto una corona d'alloro davanti ad un cartello che indica "Parco Nicola Calipari". 
  
Anche qui il Generale Pollari ha portato la propria testimonianza sintetizzando in poche parole il valore di Nicola Calipari: "Di fronte al pericolo, razionalmente, ha protetto con il suo corpo un concittadino. Ma lui avrebbe fatto così con chiunque".
      
                                                                                          M.D.P.
 
Testi tratti dal mensile "Il Finanziere"
   
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