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Silvestro Rosati
Eravamo ragazzi, vivevamo gli anni a cavallo del nostro primo GIUBILEO (1950). Come ogni anno, il 2 novembre alle prime ore del mattino, al buio, tutti insieme ci s'incamminava verso il campo santo per la visita ai cari defunti e la santa messa di Don Salvatore. Nonostante l'alzataccia, eravamo contenti di partecipare, ci sentivamo importanti e poi ........ quel richiamo! Appena oltrepassato il bivio per Pescina, quel richiamo si faceva irresistibile, sapevamo che da un momento all'altro lo avremmo visto, affrettavamo il passo. 
 
La visione che ci si presentava era sempre la stessa, quel busto scuro che si stagliava oltre il piccolo muro di cinta, verso il cielo, a squarciare le nubi novembrine, quasi a voler trovare un bagliore che ci facesse da guida, che ci togliesse quella "paura" residua, propria dei ragazzi, dinanzi al silenzio delle tombe. In quegli ultimi metri ci sentivamo rinfrancati, sicuri, eravamo in compagnia di un amico: Silvestro Rosati. La nostra visita ai cari era breve, le nostre cappelle allora erano quasi vuote, e dopo un bacio e una preghiera ai nonni e a qualche parente lontano, correvamo da Lui. Dinanzi al suo Mausoleo rimanevamo al solito affascinati ed attratti da quella figura severa e serena, imponente ed amica. 
 
Eravamo fieri di lui, orgogliosi delle sue gesta e della sua storia, per questo lo avevamo eletto nostro eroe, nostra gloria cittadina. Eravamo presi da quella "...Celeste corrispondenza d'amorosi sensi, per cui si vive con l'amico estinto e l'estinto con noi", e ci auguravamo che quelle reliquie rimanessero "sacre, dall'insultar de' nembi e dal profano piede del vulgo" . E prima di congedarci, come sempre, leggevamo tutti insieme, con il petto gonfio d'orgoglio la lunga epigrafe scolpita sul monumento. 
Ora forse le cose sono cambiate, siamo cambiati pure noi, purtroppo non e più il tempo degli eroi, eppure io penso che certi valori vanno difesi ad ogni costo, e non si può e non si deve dimenticare. E tu Silvestro, scusaci se qualche volta ora non passiamo a salutarti, le visite alle nostre cappelle si sono fatte, purtroppo, più lunghe, e quella macchina al cancello, si fa sempre più impaziente di riportarci alla fretta dei nostri impegni.
 
Comunque, al di la di ogni retorica e dei vincoli di parentela, tu sei stato un grande, hai portato il nome di Cerchio fra gente lontana ed a volte ostili, certamente noi non ti dimenticheremo. Caro amico Sindaco, nel 2004 ricorrerà il centenario della morte di Silvestro Rosati vogliamo fargli un bel regalo, una piazzetta o una stradina certamente se la merita! 

QUI RIPOSA, SILVESTRO ROSATI, IMPRESARIO, LUI CHE ATTRAVERSO' MOLTE ACQUE,VIDE MOLTI PAESI VISSE PER 20 ANNI, TRA GRECIA BULGARIA TURCHIA, RUSSIA ASIA AFRICA SIBERIA, MANCIURIA GIAPPONE TONKINO, FINALMENTE IN C1NA, DA PERTUTTO DIRESSE IMPORTANTI LAVORI DI COSTRUZIONE, DA PERTUTTO ACQUISTO' MOLT'ONORE, NATO IN ITALIA NEL 1814, MORTO A KOANG-YEN-TSE-YUNNAN CINA NEL 1904. IL FRATELLO CARMINE TROVANDOSI COLA' E CHE NUTRIVA PER LUI UN BENE INSEPARABILE VOLLE RIPORTARE IN ITALIA LA SALMA INDESCRIVIBILE LAVORO PERICOLOSO TRASPORTO ATTRAVERSO NUMEROSE DIFFICOLTA' NEL VIAGGIO IMPIEGO' 5 MESI PERCORSE CIRCA 35.000 KM. 2.000 DEI QUALI A PIEDI A CAVALLO E CON BARCHE POSE QUESTO MONUMENTO IN LUGLIO 1907. 
 
 
 
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