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Hercole Ciofano
Testi a cura di Fiorenzo Amiconi  maggiori info autore

Era originaria di Cerchio la famiglia da cui nacque intorno al 1545 in Sulmona, l'ultimo grande umanista-filologo italiano Hercole Ciofano, figura di primo piano della editoria europea dei XVI secolo. Suo padre, il mercante Giovanni De Ciofano di Cerchio sicuramente attratto da facili guadagni nella vicina Sulmona ivi si trasferì con tutta la famiglia (prima di lui, già alla fine dei '400 altri parenti, sempre mercanti, lo avevano preceduto). 
Molto probabilmente provenivano dal Casale di Turpigliano (posto a Nord-Est nell'attuale territorio del Comune di Cerchio): Parrocchianj Sanctj Silvestri omnes de Casata Cyophanj, (Archivio della Diocesi dei Marsi - 17 settembre 1577). 
 
Il nostro fu amico dei grandi editori veneziani Paolo e suo figlio Aldo Manunzio junior (figlio e nipote del grande Aldo Manunzio il Vecchio); fu amico dell'umanista francese Marco Antonio Muret (1526-1585); di Paolo Sagrato; del grande poeta Torquato Tasso (1544-1595); di Benito Aria Montano e del grande tipografo editore belga Cristoforo Plantin (1520-1589).  Con l'editore Aldo Manunzio junior instaura subito un rapporto di lavoro e infatti nel 1575 pubblica la sua prima opera riguardante le osservazioni alla 'Metamorfosi' dei grande sulmonese Ovidio e, fino al 1581 dura il sodalizio fra i due quando pian piano, forse per futili motivi, tali rapporti si vanno scemando.

Il Nostro allora rivolge le sue attenzioni al grande stampatore anversano Plantin il quale dal 1581 al 1583 ripubblica i suoi lavori aventi sempre per soggetto l'opera del grande poeta Ovidio. 
Con la scomparsa del grande amico Muret pian piano esce dal grande giro europeo che aveva caratterizzato una consistente parte della sua breve e feconda esistenza riducendo, per forza maggiore, drasticamente la sua attività artistica ripiegandosi addirittura al semplice lavoro di mastro de scola de gramatica' in Sulmona. 
 
E qui improvvisamente, l'8 Novembre 1591, all'età di circa 46 anni la morte lo colse lasciando la figlioletta Isabella e la moglie Madonna Lucretia Trombetta di Pescina, la quale trascorsi i nove mesi di impedimento a contrarre nuovo matrimonio, convolò a novelle nozze con il notar Emilio Capanna di Sulmona nell'agosto del 1592. Il nostro non ebbe il tempo materiale di far testamento tanto che fra i suoi eredi e parenti si dovette redarre, per mano del notar Claudio Migliori di Pescina il 29 Novembre 1594, causa le molte liti insorte, una transazione tra Cesare Trombetta fratello di sua moglie Lucrezia, sua figlia Isabella minore di età ('pupilla') e suo fratello Cesare. 
 
Nell'archivio di Stato di L'Aquila esiste il citato atto. (Vedi anche pag. 324 di - Fonti notarili della Marsica" Ugo Speranza-Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria-Annata LX-LXII = 1970-1972 X CI-XCII dell'intera collezione - L'Aquila 1974). Chissà se fu proprio lui in un atto supremo di amore verso il luogo, natio a introdurre il mito della maga Circe quale fondatrice di Cerchio? 
 
Il ricercatore sulmonese prof. Giuseppe Paponetti nella sua, "Provincia dell'Umanesimo" edita a Sulmona nel 1986 dedica ampio spazio al nostro e, si deve senz'altro alla sua intelligente opera se si hanno notizie biografiche più precise mediante le quali il Ciofano potrà essere degnamente apprezzato, per la sua creatività, nel inondo degli "studia humanitatis". Il Comune di Cerchio con deliberazione di Consiglio n. 32 dei 7 febbraio 1992 ha intitolato al nostro una strada.
 

 
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